Diceva il conte Verri...


"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

mercoledì 29 ottobre 2014

LISTA PER BIASSONO A FIANCO DEL COMITATO PER IL PARCO DI MONZA "A. CEDERNA"


Riceviamo e pubblichiamo, sottoscrivendo ogni singola osservazione del Comitato per il Parco di Monza "A. Cederna". Contro ogni mercificazione di beni pubblici, perché il Parco e la Villa Reale sono parte integrante della storia di Biassono, della nostra vita quotidiana, dei benefici futuri del territorio.  

Il restauro della Villa Reale di Monza: chi l’ha pagato e chi ci guadagna

A lavori ultimati, facciamo il punto su quanto è costato a noi tutti - non solo in termini economici - il restauro della parte centrale della Villa Reale di Monza.

  • I costi effettivi del restauro non sono stati resi noti. Comunque, in base al bando, di cui il responsabile era Anton Giulio Rognoni - l’ex Amministratore Delegato di Infrastrutture Lombarde ora indagato nell’ambito degli appalti per Expo - Regione Lombardia ha erogato 21 milioni e Nuova Villa Reale Monza spa, vincitrice del bando, guidata dall’imprenditore Navarra di Italiana Costruzioni, in sede di aggiudicazione (vedi conferenza stampa dell’allora Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del 15 aprile 2011) avrebbe dovuto versarne 8 ma, a quanto dicono le notizie di stampa e le affermazioni pubbliche degli stessi responsabili, ne avrebbe investiti solo 4. Peraltro rileviamo che il costo iniziale stimato per gli interventi al Belvedere, ha subito senz’altro un netto abbattimento poichè originariamente era ivi previsto il famoso ristorante di lusso che avrebbe comportato ingenti costi per impiantistiche particolari e per allestimenti dedicati. Il ristorante, di modesta rilevanza, è stato poi realizzato al piano terra mentre il Belvedere è stato oggetto di interventi limitati. In corso d’opera, tuttavia, vi è stato un aumento dei costi che, secondo fonti stampa diverse sarebbe stato di 2 o 3 milioni di euro per imprevisti durante i lavori e che sono stati ulteriormente finanziati dalla Regione: abbiamo chiesto al Consorzio documentazione dell’importo e della natura degli imprevisti, ma non ci è stata data alcuna risposta in merito.

L’ingresso del privato sarebbe stato forse giustificato se i 25 milioni fossero stati a carico del concessionario e 4 milioni alla Regione, ma evidentemente lo scopo dell’operazione non era quello di sollevare il pubblico dall’investimento più gravoso. Questo non può essere un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, in quanto non vi sono contropartite effettive per la collettività.
  • Malgrado l’esiguità del suo contributo, il privato ha ottenuto 22 anni di concessione degli ambienti più rappresentativi della Villa, lasciando solo 36 giorni non consecutivi l’anno alla piena fruizione pubblica. Questo significa che per 22 anni Nuova Villa Reale Monza spa potrà guadagnare dalla messa in subconcessione dei quattro piani centrali della Villa Reale di Monza. E non si può dire che abbia perso tempo: ha già affittato il piano terra per 15 anni a un ristorante, “Le cucine di Villa Reale”, che userà gli spazi in modo esclusivo (http://www.fedegroup.it/ristorante/le-cucine-di-villa-reale) e non in funzione dell’attività museale come prevede il Testo Unico dei Beni culturali. Un esempio: il 31 ottobre è previsto l’Halloween Private Party, in occasione del quale la Villa farà da “suggestivo contenitore” al “Night Party con DJ set dalle 23.00”, un evento del tutto avulso dal delicato contesto in cui viene collocato e per il quale “l’organizzazione si riserva il diritto di selezione all’ingresso” (https://www.facebook.com/events/297160933812528/?fref=ts). Su tale utilizzo improprio e pregiudizievole della Villa – a oggi ci sono state già oltre 500 prenotazioni – il Consorzio si è limitato a rilevare, a posteriori e su nostra segnalazione, un "difetto" di comunicazione e non si è sentito in dovere di intervenire nel merito dell’uso oltraggioso della Villa. Le sale storiche del primo piano nobile sono state affittate alla Vision Plus per 9 anni (notizie stampa parlano di 300.000 € l’anno) che, a sua volta le potrà affittare a chiunque sia disposto a sganciare quattrini. Un solo esempio: il 4 ottobre, il salone delle feste è stato affittato (7–10mila €) per ospitare il primo ricevimento di nozze con gran finale di fuochi d’artificio (nei giardini che non sono in concessione ?!?!) e le altre sale sono state messe a disposizione del Salone del Wedding Reale, ovvero la fiera degli sposi.

Ma facciamo due semplici conti: è verosimile ritenere che se il primo piano nobile è stato affittato a 300.000 € l’anno, anche gli altri piani subiranno un destino analogo. Sicchè l’introito annuale per il gestore potrà aggirarsi attorno ai 1.200.000,00 € l’anno. Cioè circa 100.000,00 € al mese. Così, ammesso che il privato abbia effettivamente contribuito con 4 milioni di €, in 3 o 4 anni avrà ammortizzato l’investimento con le sole subconcessioni e gli altri 18 anni saranno solo “utili”. In compenso, il Consorzio riceverà circa 5.000,00 € al mese. Ricordiamo, infatti, che il canone di concessione è di 60.000,00 € l’anno, oltre allo 0,7% del fatturato [circa 700 € al mese (1.200.000, 00 x0,7%): 12]. Per mera annotazione rammentiamo che il Piano Economico Finanziario (PEF) prevedeva importi addirittura superiori per il gestore.


Il pubblico - noi cittadini - ha tutto da perdere dalla concessione anche per altri motivi oltre a quelli economici; infatti, malgrado abbia pagato il restauro:

  • potrà vedere solo le parti della Villa che concessionario e subconcessionario consentiranno di vedere e, quasi esclusivamente, pagando. Anche in questo caso non si è perso tempo: dopo una decina di giorni di visite gratuite “gentilmente concesse”, il biglietto costa 12 € che vanno al concessionario;
  • per vedere le altre parti dell’ala sud restaurate (l’appartamento di Umberto I°) si deve uscire dalla Villa, percorrere una parte della corte esterna e rientrare da un’altra parte, sperando che non piova, pagando un secondo biglietto;
  • gli sarà preclusa la possibilità di vedere riallestite con gli arredi le sale del primo e del secondo piano nobile perchè gli affittuari non hanno evidentemente nessun interesse a occupare le sale e gli spazi con i mobili originari, che sarebbero sì in stile con la Villa, ma non con l’ “evento” (il vero business). Non si può rischiare, inoltre, che qualche improvvido partecipante all’evento danneggi mobili, suppellettili, arazzi preziosi. Risultato: gli arredi originari recuperati e restaurati, non sono stati sistemati dove avrebbero dovuto, ma sfrattati e delocalizzati in un’altra parte della Villa. Per esempio, i mobili “alla chinese” e gli arazzi del Raineri, in perfetta sintonia con il soffitto dell’Albertolli, che arricchivano la “Sala degli Uccelli” del primo piano nobile, sono stati surclassati dai tavoli imbanditi di confetti e dai tulle della fiera degli sposi;
  • si deve accontentare di un restauro che sembra funzionale al solo sfruttamento commerciale. Ricordiamo, inoltre, che il primo piano nobile e il Belvedere erano già stati sottoposti a restauro a cura della Soprintendenza. Tra l’altro, che fine faranno i parquet del Maggiolini e le altre parti restaurate che dovranno sopportare l’urto dello sfruttamento commerciale degli spazi?

Ma soprattutto a perderci è la Villa stessa, spezzettata come fosse un condominio, ridotta a contenitore di usi oltraggiosi e indegni della sua storia, deprivata della possibilità di presentarsi in tutta la sua maestosità di dimora regale.


Gli Austriaci, i Francesi, i Savoia l’avevano lasciata a noi tutti perchè fosse un monumento di cultura, didattica, arte e alta rappresentanza: nell’Atto di cessione gratuita da Demanio dello Stato a Comune di Milano e Comune di Monza del complesso immobiliare denominato Villa Reale e Parco di Monza. Repubblica Italiana, Monza 4 aprile 1996, repertorio n. 8461” si dichiara (art.6) che “gli immobili... restano sottoposti al vincolo monumentale e paesistico”, e che (art.8) “i Comuni di Milano e di Monza si impegnano a curarne la conservazione permanente ed a destinarli ad attività museali, culturali, di rappresentanza e di fruizione e conservazione del verde".

I veri “fruitori”, cioè i gestori la stanno trasformando in una “location” commerciale che consentirà loro enormi guadagni senza alcun vantaggio per il “pubblico” che pure ha pagato il restauro e ciò senza che nessuno degli enti preposti (Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza, Consorzio) sembri esercitare il controllo dovuto sulle attività che si svolgeranno nella Villa Reale di Monza, come dimostrano gli esempi elencati.

lunedì 20 ottobre 2014

PORA STELLINA!

Sono sempre interessanti le riunioni del Consiglio Comunale a Biassono: un vero e proprio spaccato di vita e sensibilità cittadina.
Nell’ultimo abbiamo assistito alla seguente scenetta. Il vice Sindaco, nonché assessore alla Cultura, che dichiara: “il vostro blog non lo guardo più!” e, con fare minaccioso, rilancia “ toglierò pure il vostro blog dai miei preferiti!”.
Dai assessore, non fare così, ci fai star male; come faremo mai senza i tuoi numerosi click?  Rischiamo davvero di vedere il contatore delle visualizzazioni crollare. Dai, dai stellina, clicca ancora, per favore!
Contiamo su di te, visto che il sindaco e i tuoi colleghi assessori hanno assicurato di non guardare mai il blog di Lista per Biassono (salvo poi ritagliarsi ampi spazi sui giornali per puntare ogni volta il dito contro i nostri post).

Poverini, lasciali soli a ignorare i fatti di Biassono: tu resta informato. Su, su clicca!

Senza il nostro blog, non avresti certo scoperto che, da assessore alla Cultura, hai votato contro la proposta dell’allora capogruppo della Lega, destinata ad assegnare alla biblioteca fondi per 3.500 euro da investire nell’acquisto di libri. Quello sì fu un bel colpo, assessore!

Senza di noi, che facevamo proposte e iniziative per sviluppare Cultura e Turismo a Biassono, forse non avresti fatto nessun accordo col museo civico, per quella che è stata la tua unica iniziativa dopo tre anni e mezzo di assessorato alla Cultura: e, oibò, ci risulta pure che l’idea sia arrivata dal museo dopo i costanti confronti col nostro capogruppo Alberto Caspani, più che su brillante iniziativa di una giunta che mai mette piede nei suoi locali.

Per fortuna c’è gente in gamba al museo, altrimenti campa cavallo!

Leggiamo che tu “hai lavorato notti e domeniche, sin da aprile” per approntare il piano. Bravo!


Come vedi noi ti seguiamo e, se ci hai messo solo 42 mesi a scopiazzare il piano del museo, e farlo tuo (così come hai voluto far tuo lo sportello Tasi, mandando su tutte le furie i sindacati), noi saremmo anche pronti a rendertene merito: peccato che un circuito turistico fosse stato ufficializzato almeno dal 2003, ma in Comune nessuno lo avesse mai preso in considerazione, tanto da non sapere neppure dell’esistenza delle guide turistiche pubblicate dal museo, o addirittura dei siti archeologici che il vostro bel Pgt stava per spazzar via senza alcuna remora. Peccato che, proprio voi, ridevate alla sola parola "turismo", ogni volta che Lista per Biassono la rilanciava in consiglio comunale. Peccato non foste mai presenti alle prime iniziative di visite guidate per il paese, organizzate tanto dalla lista civica quanto dalla vituperata associazione culturale Gaetano Osculati. Per cui ti prego, non dimenticare di cliccare in nostro blog: mal che vada, ti evita almeno di fare brutte figure. Dai stellina, fa' il bravo!

SINDACO O PODESTA'?

"Il Sindaco mette Osculati alla porta", strillano i giornali locali.

Imbufalito per le continue polemiche sollevate dall'opposizione, Malegori lancia l'ordine ai suoi assessori: "vietato collaborare con un'associazione dietro cui si nasconde Lista per Biassono".
Non si può non restare sbalorditi di fronte a siffatte affermazioni.
A confutarle nel merito ha già pensato la presidente dell'Associazione Culturale Gaetano Osculati.
Ciò che preoccupa è il fatto che, evidentemente, il Sindaco confonde quelli che sono i poteri ed i doveri di un sindaco della Repubblica costituzionale con quelli di un podestà di mussoliniana memoria.
Evidentemente per il Sindaco i biassonesi tutti, ed i suoi assessori in particolare, non devono pensare, né decidere con la propria testa.
E' sufficiente che eseguano gli ordini che lui, volta per volta, emana.
Malegori rischia di trasformare il Comune che amministra in un paese gretto, chiuso, che nulla ha a che vedere con la tradizione di apertura e solidarietà che i biassonesi hanno sempre saputo mettere in campo.

E' opportuno che qualcuno gli ricordi che lui è il Sindaco di tutti i cittadini e non il capo locale di un partito.

Da parte nostra, ci permettiamo di consigliargli la seguente lettura, ovverossia il discorso sulla democrazia che, nel 461 a.C. Pericle tenne agli Ateniesi:


“ Qui ad Atene noi facciamo così.
   Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
   e per questo viene chiamato democrazia.
   Qui ad Atene noi facciamo così.
   Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
   dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
   Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza
   di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di
   privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non
   costituisce un impedimento
   Qui ad Atene noi facciamo così.
   La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana;
   noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo
   mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a
   modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando
attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si
occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che
dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte
che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile;
e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica,
beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà,
ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade
e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità,
la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione
ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo
e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così”.

venerdì 3 ottobre 2014

APPELLO CONTRO GLI ANABATTISTI PADANI

Piazza Italia sotto assedio. Fallita la rivoluzione padana, tramontata, resuscitata e infine azzoppata l’idea secessionista, la Lega Nord se la prende ancora una volta con la toponomastica locale. Benché le sue scelte in materia siano sempre state finalizzate alla volontà di marchiare il territorio, con opere o intitolazioni dall’esplicito riferimento al Movimento di via Bellerio, la strategia odierna si è fatta più sottile, ma non per questo meno velenosa.

Apprendiamo infatti, per bocca dell'Assessore allo Sport, che "come giunta stiamo valutando la possibilità d’intitolare a Michele Alboreto una porzione di Piazza Italia, magari il parcheggio dove avviene la premiazione dell'atleta biassonese dell'anno".
Nulla da eccepire sulla figura del pilota Ferrari prematuramente scomparso.

Tuttavia, poiché a pensare male si fa peccato ma, come diceva qualcuno, quasi sempre ci si azzecca, l'intenzione manifestata dall'esponente della giunta leghista lascia la sgradevole impressione che, non sentendosela di cambiare radicalmente nome a Piazza Italia, si cominci, al momento, col farla a pezzettini.

Se proprio deve essere costume, a Biassono, d’intitolare aree pubbliche adibite a parcheggio, si dedichi ad Alboreto il parcheggio antistante il Centro Sportivo Comunale. Che, peraltro, è adiacente all'Autodromo ed alla Curva di Biassono. Oppure gli si dedichi il Centro Sportivo stesso.

Ma, per favore, non si tocchi Piazza Italia, nel mirino della toponomastica leghista sin dai tempi delle prime giunte De Biasio. Biassono ha ben altri problemi di cui occuparsi.

Lo chiediamo in nome della logica, della ragionevolezza, della storia, cultura e tradizione di Biassono cui la Lega Nord, quando fa comodo, dice di ispirarsi.

Salviamo Piazza Italia!


giovedì 2 ottobre 2014

SPORTELLO TASI O SPORTELLATA?

Articolo apparso su Il Giorno MB del 2.10.2014 (clicca sull'immagine per allargare)

PAROLA DI ESOPO

Un lupo vide un agnello vicino a un torrente che beveva,
e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto.
Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo
di sporcare l'acqua, così che egli non poteva bere.
L'agnello gli fece notare che, per bere, sfiorava appena l'acqua
e che, d'altra parte, stando a valle non gli era possibile 
intorbidire la corrente a monte.
Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse:
<< Ma tu sei quello che l'anno scorso ha insultato mio padre ! >>
E l'agnello a spiegargli che a quella data non era ancora nato.
<< Bene >> concluse il lupo, << se tu sei così bravo a trovare
delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti. >> 

La favola mostra che contro chi ha deciso di fare un torto non c'è giusta difesa che valga.

E ci è venuta in mente leggendo le ispirate parole del nostro Vicesindaco in ordine all'apertura, dietro richiesta dei Sindacati Pensionati, di uno sportello per il calcolo della Tasi: “in questi quasi 20 anni di Amministrazione abbiamo sempre voluto stare dalla parte del cittadino biassonese con onestà e questo servizio è l'ennesima dimostrazione”.

I fatti, purtroppo, parlano da soli:

a) la Lega Nord prima ci tassa in maniera indifferenziata (senza prevedere alcun tipo di detrazione)

b) ne consegue che chi ha una rendita catastale fino a 600 euro si troverà a pagare una Tasi maggiore rispetto alla vecchia IMU, mentre chi dispone di una rendita superiore ai 600 euro risparmierà; e più elevata sarà la rendita, maggiore sarà il risparmio

c) la Lega Nord arriva persino a concepire un Regolamento in cui il contribuente biassonese avrebbe dovuto versare ogni importo superiore a 5 euro, mentre il Comune, in caso di errore, avrebbe rimborsato solo importi superiori a 15 euro (sperequazione evitata solo grazie ad un provvidenziale emendamento di Lista per Biassono che ha uniformato la disciplina del versamento minimo ad euro 12 per tutti i soggetti, contribuente ed Amministrazione Comunale).

d) la Lega Nord ha respinto un apposito emendamento di Lista per Biassono che impegnava l'Amministrazione ad emettere anche per la Tasi, così come già avviene per la Tari, i bollettini precompilati. Ci è stato risposto che “non vogliamo assumerci responsabilità”. Hanno preferito, evidentemente costringere i contribuenti biassonesi a rivolgersi ai commercialisti od ai Caaf.

e) la Lega Nord, in pochi anni, ha portato Biassono ad essere in cima alla lista dei comuni brianzoli con la tassazione locale più elevata

E, nonostante tutto ciò, hanno l'impudenza di pretendere il riconoscimento dei contribuenti biassonesi!


Se questi sono i risultati, forse i nostri concittadini  preferirebbero effettivamente vedere questa Giunta un po' più impegnata a favore dei “fratelli” scozzesi e catalani ed un po' meno “vicina” al contribuente biassonese.

martedì 30 settembre 2014

E' CADUTO GIU' L'ARMANDO…OPS, MA ERA LA LEGA NORD!

Ammainata la bandiera dell’indipendenza, la Scozia ripiega ordinatamente verso le Highlands, mentre la Lega Nord di Biassono non solo inciampa nell’ennesima figuraccia, ma nella sua rovinosa caduta travolge pure il segretario comunale, Francesco Miatello.

Noto alle cronache per la tempestività e l'immediatezza nell'immortalare con la sua inseparabile macchina fotografica i momenti salienti della vita biassonese (passate agli onori della cronaca persino le modelle in pose osé del Fuori Gp dello scorso anno), è stato a tal punto confuso dalle capriole leghiste da non aver visto neppure la bandiera scozzese garrire dal pennone del balcone del Municipio. Anzi, nega addirittura il fatto, facendone risalire l'esposizione, come “semplice” vessillo, a lunedì 15 settembre, benché tutti i biassonesi l'abbiano vista sventolare almeno dalla metà della settimana precedente.  

Detto altrimenti: sul municipio, per lui, non è mai sventolata dal pennone alcuna bandiera; piuttosto, è stato disteso un vessillo sul balconcino rococò. No. No. Smettetela di ridere! Non è questione di semplice lana caprina, perché qui ce n’è abbastanza per tirarci fuori un pelosissimo maglione delle Shetlands. 

Che si apra l’arringa, affinché il caso sia infine chiuso e si torni a occuparsi di problemi ben più gravi che oggi affliggono i biassonesi!

L’ANTEFATTO

a) all'approssimarsi dello svolgimento del referendum per l'indipendenza dal Regno Unito, la Giunta Malegori, quale “gesto di vicinanza al popolo scozzese”, quasi a dirgli: “ecco, non sei solo”, ammaina dal Municipio la bandiera del Comune di Biassono ed al suo posto issa sulla relativa asta rigida quella della Scozia;

b) dopo qualche giorno (guarda caso, il giorno stesso in cui Lista per Biassono comunica di aver fatto esposto ai Carabinieri in merito alla vicenda), l'amministrazione decide di cambiare ubicazione alla suddetta bandiera, collocandola sulla ringhiera del balconcino centrale del Municipio (quello della Sala del Consiglio Comunale).

Come mai questo repentino cambiamento?

Solo una questione coreografica, oppure i “nostri” si sono accorti di aver commesso un'irregolarità, se non un vero e proprio abuso di potere?

E dire che, ormai, dovrebbero avere esperienza in materia. In effetti a Biassono sono anni, purtroppo, che la Lega Nord infrange il principio di neutralità delle sedi istituzionali (sorvoliamo sulle foto scattate con i propri simboli di partito davanti al municipio, affiancati alla bandiera scozzese, per non far sdegnare ulteriormente i mesti eredi di Braveheart), che dovrebbe costituire il valore fondante di ogni amministrazione democratica.

COSA DICE LA LEGGE?

La Legge 5/2/98 n. 22 fornisce "disposizioni generali in materia di uso ed esposizione della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea" (art. 1 c. 1), prevedendo che siano esposte presso gli "edifici ove hanno sede centrale gli organismi di diritto pubblico per il tempo in cui questi esercitano le rispettive funzioni e attività". La legge prevede, inoltre, che un apposito regolamento possa "dettare una disciplina integrativa in merito alle modalità di uso ed esposizione della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea nonché di gonfaloni, stemmi e vessilli". Il D.P.R. 7/4/2000, n.121 assolve proprio a questa funzione e, in particolare all'art.12 stabilisce che "l'esposizione delle bandiere all'esterno e all'interno delle regioni e degli enti locali è oggetto dell'autonomia normativa e regolamentare delle rispettive amministrazioni. In ogni caso la bandiera nazionale e quella europea sono esposte congiuntamente al vessillo o gonfalone proprio dell'ente ogni volta che è prescritta l'esposizione di quest'ultimo, osservata la prioritaria dignità della bandiera nazionale". Oltre alle bandiere della Repubblica italiana e dell'Unione europea, la L. 5/2/98 n. 22 ammette la possibilità di esporre presso gli edifici pubblici, anche "gonfaloni, stemmi e vessilli"(art. 2 c.3).

COSA DICE IL SITO DEL GOVERNO?

Si è spesso discusso sull'esatto significato di "gonfaloni, stemmi e vessilli". La dottrina prevalente sostiene l'ipotesi che l'espressione contemplerebbe solamente vessilli pubblici, con esclusione, per esempio di quelli dei partiti politici o delle associazioni private. Questa è probabilmente l'interpretazione più coerente con l'intenzione del legislatore in quanto la norma scaturisce proprio dall'esigenza di arginare i rischi di secessione e di rottura dell'unità nazionale mediante l'esposizione di bandiere di partito presso alcune sedi comunali (ed a Biassono ne sappiamo qualcosa). Ed in ogni caso, NON POSSONO essere comunque esposte bandiere straniere, ammesse ESCLUSIVAMENTE in occasione di incontri internazionali.

Citiamo testualmente dal sito www.governo.it:

Si possono esporre sugli edifici pubblici istituzionali bandiere e vessilli non istituzionali o privati o di parte?”

NO, perché sugli edifici pubblici istituzionali possono essere esposte esclusivamente bandiere pubbliche istituzionali”.

Un ente o ufficio pubblico può esporre bandiere straniere?

NO, salvo l'occasione di incontri internazionali.

Un organo pubblico può esporre bandiere o simboli privati?"

NO, per esempio un Sindaco non può esporre sul Municipio la bandiera del proprio partito o altri vessilli che non hanno valore pubblico”.

COSA DICE IL SEGRETARIO COMUNALE?

L'amministrazione Comunale, per il tramite del Segretario Generale ci fa sapere che il tutto si è svolto nell'assoluto rispetto della legalità in quanto:

a) si trattava “non di una bandiera sventolante da un'asta rigida, ma di un vessillo che, non essendo stato collocato al fianco della bandiera nazionale o europea, non ha mai avuto il rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali”.

b) “se un Comune vuole manifestare adesione a un movimento esponendone il vessillo, lo può collocare dove vuole purché non al fianco della bandiera nazionale o europea”.

c) nessuna bandiera in ogni caso ha sventolato sul municipio, perché quel che è apparso dal giorno 15 settembre (benché le segnalazioni dei cittadini circa una bandiera sventolante sul municipio risalissero almeno al giovedì precedente) era solo un vessillo.

Davvero strano che il segretario commetta questi errori di ricostruzione, tenuto conto che un pubblico ufficiale, per ruolo e funzione, dovrebbe riferire l'accadimento dei fatti con la massima precisione sin nei più minimi dettagli. Forse ha bisogno solo di un po' di riposo, ma d’altra parte è facile capirlo: con una giunta simile non si possono mai fare sonni tranquilli. Appena ci si distrae, è subito patatrac. Ad ogni buon conto, gli auguriamo di riprendersi presto, perché se la giunta leghista tornerà – come dichiarato – a esporre anche il “vessillo della Catalogna”, dovremo trarne conclusioni paradossali.

CERCANSI VESSILLI PER "CARINERIE" INTERNAZIONALI


Considerato infatti che a Biassono la bandiera italiana e quella europea sono issate su pennoni posti nella parte centrale del giardino di Villa Verri, ciò significherebbe che sulla facciata del Municipio potrebbe essere arbitrariamente esposto qualsiasi tipo di “vessillo” (da quello della bocciofila, a quello del Milan; da quello degli scalpellini a quello della fantomatica padania). 

E’ sin troppo evidente che, se passasse questo tipo di interpretazione “estensiva”, lo spirito e la finalità della Legge verrebbe bellamente aggirato. 

In questi anni Lista per Biassono ha dimostrato, anche dall'opposizione e anche da sola, che è possibile operare con proposte, emendamenti e progetti per cercare di migliorare la condizioni di vita dei cittadini biassonesi. 

Dall’altra, le preoccupazioni maggiori della giunta pare siano quelle di coltivare propositi secessionisti dedicandosi alla richiesta di “bandierine” da inserire nelle targhe dei veicoli immatricolati in Regione, oppure allo studio e all’imposizione di inni, bandiere (croce di San Giorgio) e nuove festività (29 maggio) per la Lombardia. 

Suvvia: siamo seri una volta tanto!

mercoledì 24 settembre 2014

SAVE THE COPS: COMMETTI UN'INFRAZIONE. SALVERAI UN VIGILE.

Più multe per garantire assistenza sociale al corpo di polizia. Non è una novità che i Comuni facciano cassa con le contravvenzioni stradali, ma i "contentini" della giunta leghista stanno gettando velenosi semi destinati a creare nuove tensioni sul territorio di Biassono.  

Le entrate per infrazioni degli utenti della strada sono infatti una voce irrinunciabile per far quadrare i conti, ragion per cui le amministrazioni comunali indicano sempre in bella evidenza il gettito stimato nei bilanci di previsione. Diverso il discorso, poi, per quanto attiene la loro effettiva riscossione.

A consuntivo 2013 abbiamo visto come, tra  quelli che la Giunta ha definito “residui attivi di dubbia esigibilità” del Comune di Biassono, le entrate da violazioni del Codice della Strada costituivano una parte non irrilevante (percentuale dell'incassato inferiore al 30%).

L'articolo 208 del Codice della Strada prevede che una quota parte dei proventi delle contravvenzioni vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevenzione degli incidenti stradali. Il rimanente è solitamente utilizzato per l'ordinaria manutenzione delle strade.

Quante volte abbiamo sentito l'Assessore ai Lavori Pubblici lamentarsi del fatto di non poter disporre di risorse sufficienti per affrontare e risolvere la miriade di problemi che lo stato del manto delle strade di Biassono quotidianamente propone? E la Giunta cosa fa?

Con deliberazione n. 65 del 06.06.2014 destina il 50% delle entrate da violazioni al Codice della Strada nel seguente modo:

euro 40.625,00 per acquisti segnaletica per sicurezza stradale

euro 2.051,00 per corsi aggiornamento personale Polizia Locale

euro 20.300,00 per acquisto dotazioni e carburante

euro 20.063,00 per manutenzione apparecchiature a supporto attività Polizia Locale

euro 79.461,00 per manutenzione ordinaria strade

Scoppia poi la “grana” pattuglie serali del personale polizia locale, e la Giunta cosa fa?

Con deliberazione n. 73 del 17.07.2014 rivede la propria precedente delibera del mese precedente e destina:

euro 3.783,65 per “assistenza e previdenza per gli agenti di Polizia Locale”

euro 75.677,35 per manutenzione ordinaria strade

Invariato tutto il resto. Si tratta, come si vede, di modifica di piccola entità, ma emblematica del modo di procedere confuso ed estemporaneo della Giunta Malegori. Piccola somma che accontenta il personale della Polizia Locale e scongiura uno sciopero minacciato. Un po' meno, immaginiamo, accontenta gli altri dipendenti comunali i quali, a fronte di un altro anno di blocco dei contratti, gradirebbero magari vedere analogo impegno della Giunta nel reperire risorse in modo “creativo”.

Un po' meno, per ovvie ragioni, immaginiamo possa accontentare anche l'Assessore ai Lavori Pubblici, sempre pronto a ricordarci che non ci sono fondi a sufficienza  neppure per assicurare gli interventi minimi.

Sicuramente meno accontenta i cittadini biassonesi che, da anni, sono rassegnati a toppe e rappezzi, piuttosto che alla sistemazione definitiva delle strade comunali. Discutibile anche la scelta di legare le risorse destinate a finalità assistenziali e previdenziali a favore del personale della polizia locale agli introiti derivanti da violazioni al Codice della Strada.

Il quadro che emerge è quello di un'amministrazione comunale che sta raschiando il fondo del barile; che sta cedendo parti sempre più consistenti del patrimonio pubblico; che non sa più come recuperare risorse e che ha inasprito all'eccesso la pressione fiscale locale a tutti i biassonesi.

Un'amministrazione che, però, nel contempo è supina ai desiderata di Sias e  letteralmente ha regalato, regala e, almeno fino al 2016, continuerà a regalare 46.110 mq. del proprio territorio alla Società che ha in gestione l'Autodromo. La quale Società, evidentemente, i propri interessi li sa curare molto bene se è vero, come è vero, che ha messo in vendita i posti di ingresso al GP Village di Via Parco a 100 euro a persona.

L'area era attrezzata per ospitare fino a 1.400 persone; i conti sono presto fatti.

Il week end della Formula Uno è andato a meraviglia; il Fuori GP è stato un successo; siamo più che soddisfatti, ha orgogliosamente affermato l'assessore allo Sport.

Chissà se si riferiva al bilancio economico del Comune di Biassono o a quello di Sias?

domenica 21 settembre 2014

LA MALEDIZIONE PADANA

Non esultiamo per il risultato del referendum scozzese.

Lista per Biassono non ha preso posizione, né a favore del SI', né del NO; crediamo che la questione sia di competenza del popolo scozzese e non osiamo intrometterci.
Il nostro Sindaco e la sua giunta, tra bandiere affisse sul palazzo municipale e inopportuni comunicati stampa sul sito del Comune, si sono sbilanciati invece al limite del ridicolo. E, soprattutto, della legalità.

Come al solito, però, non ne azzeccano una: anziché trasformarsi in oro, tutto quello che toccano i nostri Re Mida somiglia molto più a materiale maleodorante.
Gli ADIMER (Re Mida al contrario) nostrani non perdono occasione per dimostrarci che loro sono SEMPRE, ma sempre, dalla parte sbagliata.

Con i soldi pubblici non si comportano come Robin Hood, ma da Sceriffi di Sherwood: fanno regali ai più forti come SIAS, la società che gestisce l’autodromo di Monza, dando in uso GRATUITO aree urbane per il GP, per poi aumentare le tasse locali con la scusa che mancano fondi per colpa di Roma.

Non istituiscono un fondo di garanzia per aiutare le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, perché sostengono che manchino i fondi, salvo però non farsi pagare gli affitti arretrati da società telefoniche che occupano il suolo pubblico con le proprie antenne.

SEMPRE, sempre dalla parte sbagliata.

Anche gli Scozzesi l’hanno capito, mai farsi supportare dagli attuali amministratori biassonesi. Sarà forse perché portano iella?

I Catalani favorevoli all’indipendenza, che hanno letto il comunicato ufficiale di Sindaco e Giunta annunciante l’esposizione del loro vessillo in occasione del referendum in Catalogna, si stanno già toccando scaramanticamente e fanno gli scongiuri.
Catalani, Scozzesi, consolatevi: almeno non siete governati da Pierino Malegori e la sua Giunta.


Noi purtroppo dobbiamo tenerceli fino al 2016. Forse. Ma una corsa è certa e i nostri dovrebbero averla capita: se non è riuscita a ottenere l’indipendenza la Scozia, che esiste e ha prove storiche per supportare le proprie ragioni, figuriamoci la Padania-Topolinia.

domenica 14 settembre 2014

SINDACO SEQUESTRATO DA UN COMMANDO DI PITTI?

No. Quella bandiera blu, solcata dalla croce di S. Andrea e finita inspiegabilmente sul fronte del municipio, non è lo stendardo dell'omonima contrada di Biassono. E', e ogni buon cittadino europeo dovrebbe saperlo, la bandiera ufficiale della Scozia. Serve a festeggiare forse un sindaco highlander in  Villa Verri? Ad accogliere qualche delegazione in kilt e cornamusa? Nemmeno. Ben pochi sanno darsene una giustificazione, benché sventoli ormai da alcuni giorni sull'edificio di un'istituzione italiana che non è stata certo conquistata dalla tribù dei Pitti. Leviamo ogni dubbio, visto che qualcuno ha temuto persino il peggio. Si dà il caso, però, che nel Regno Unito sia ormai entrato nel vivo il dibattito sul referendum in virtù del quale, il 18 settembre prossimo, la Scozia potrebbe separarsi dalla Corona britannica dopo quasi 300 anni di matrimonio. Un evento, si augurano i nostri cari amministratori leghisti, destinato ad aprire la strada anche all'indipendenza della Lombardia dall'Italia, per la quale si sono fra l'altro spesi in consiglio comunale con una mozione assai pretenziosa: accostare la storia di una piccola regione d'Italia, i cui confini sono ripetutamente mutati nei secoli, con entità nazionali dall'illustre tradizione autonomista o indipendente. 

Chiedendo dunque scusa agli scozzesi per l'avventato e offensivo parallelismo tracciato dai nostri amministratori, Lista per Biassono si è subito mobilitata affinché al bandiera venga rimossa quanto prima dal municipio: nessun regolamento comunale autorizza infatti una simile presa di posizione, poiché il Comune è innanzitutto la casa pubblica di ciascun biassonese e, in quanto tale, tutelato dalla Costituzione italiana e dalle istituzioni tricolore (agli sbadati amministratori, ricordiamo il DPR n.121 del 7 aprile 2000: "Regolamento recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli Enti Pubblici" (G.U. 112 del 16 maggio 2000), il cui articolo 8 testualmente recita: "all'esterno e all'interno degli edifici pubblici si espongono bandiere di Paesi stranieri solo in caso di convegni, incontri e manifestazioni internazionali, o di visite ufficiali di personalità straniere, o per analoghe ragioni cerimoniali…."). Un esposto è stato depositato questa mattina presso la caserma dei Carabinieri di Biassono e, se i membri della giunta dovessero nicchiare come già accaduto in passato (quando su Villa Verri inneggiava uno striscione dedicato al leader lumbard decaduto, così come alla teocrazia tibetana), siamo pronti a sottoporre il caso anche alla Presidenza della Repubblica. Chissà che, perso anni or sono un assessore per bravate simili, i leghisti non si vedano decapitati pure del loro sindaco oggi. Nel frattempo, se qualcuno volesse solidarizzare col Movimento maoista birmano, può approfittare della benevolenza dei nostri amministratori e donare il prossimo drappo da stendere su Villa Verri. 

LpB       

sabato 16 agosto 2014

I CITTADINI BIASSONESI HANNO L'ANELLO AL NASO?


AFFITTASI 56.719 mq zona Parco di Monza
Condizioni di estremo favore
Canone calcolato esclusivamente su 10.609 mq
Pagamento in 3 comode rate
Convenzione prorogabile anche per il 2015 e 2016
Astenersi residenti che debbano prendere il treno per studio o per lavoro


Purtroppo quello che temevamo si è puntualmente verificato.
Con la delibera n.88 del 31.07.2014 la Giunta Comunale, anche per quest'anno, regala letteralmente a Sias cospicue risorse (117.580 euro) appartenenti all' intera  comunità biassonese.

Lo fa senza neanche più ricorrere, come nel 2013, all'eccezionale strumento dell' Ordinanza per discutibili ragioni di "salvaguardia della pubblica incolumità".
Lo fa, impudentemente, con un normale atto amministrativo peraltro rinnovabile, a semplice richiesta della Sias, anche per il biennio 2015/2016.

Lo fa, soprattutto, nel corso di una congiuntura economica nella quale tutti gli Enti Locali lamentano una drastica riduzione delle risorse.
Lo fa nel momento in cui, da anni, per far quadrare il Bilancio l'Amministrazione è "costretta" a dismettere parti sempre più consistenti del Patrimonio pubblico biassonese.
Lo fa, infine, a poco più di un mese dall'ultimo indiscriminato aumento di tutte le tasse locali, il livello delle quali ha ormai portato Biassono ad essere il Comune più esoso della Brianza.

Francamente ci aspettavamo molto di più e di meglio da parte della Lega Nord che, dietro nostre continue pressioni e sollecitazioni, era stata costretta a mettere nero su bianco su documenti ufficiali che "già dai primi giorni di febbraio, in previsione dell'edizione 2014 del Gran Premio, si stava predisponendo una strategia amministrativa più conforme alla normativa vigente". (quella precedente, evidentemente, tanto conforme non era).
Ma soprattutto se lo auguravano i cittadini biassonesi.

Risultato?
Un atto di concessione alla Sias per l'utilizzo esclusivo (7 giorni prima e 5 giorni dopo) di aree di proprietà comunale da destinare a campeggio e parcheggi in occasione del Gran Premio di Formula Uno 2014.

Il Comune di Biassono cede aree pubbliche per una superficie complessiva di mq. 56.709 e chiede alla Sias un canone di euro 30.000 calcolato solo ed esclusivamente su di una superficie di mq. 10.609!

46.110 mq destinati ad accogliere 334 camper e circa 1.400 persone che usufruiscono a vario titolo del campeggio, letteralmente regalati a Sias.
Bel modo di amministrare la cosa pubblica nell'interesse esclusivo dei biassonesi.

Se fossimo in un Condominio, quale l'atteggiamento nei confronti dell'Amministratore che alza al massimo le spese generali e poi si "dimentica" di riscuotere crediti per migliaia di euro?

Risposta semplice: sfiducia e sostituzione.
Noi sapevamo che, dopo i diamanti, le lauree false, le spese private pagate con soldi pubblici, il nuovo slogan della Lega Nord era diventato "Ladroni a casa nostra".
Esattamente quello che si sta verificando nel nostro Comune: un autentico furto di risorse appartenenti ai cittadini biassonesi tutti.