Diceva il conte Verri...


"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

venerdì 21 novembre 2014

(S)VENDITA APPARTAMENTI COMUNALI: I CONTI NON TORNANO

Inutile: sembra proprio che la Lega Nord non sappia far di conto. O, semplicemente, guardi solo al proprio tornaconto. 

Apprendiamo infatti dal Giornale di Carate che, da un paio d'anni a questa parte, l'Amministrazione avrebbe deciso di applicare una politica di rigore nei confronti degli occupanti morosi degli alloggi comunali.

Leggiamo che "il buco di Bilancio per gli arretrati accumulati negli anni era di euro 150.000". E che "il debito totale allo scorso aprile era sceso di un terzo, attestandosi sui 100.000 euro".

"Possiamo dire di aver sistemato la situazione dei debiti pregressi a tutto il 2007" dichiara soddisfatto l'Assessore al Patrimonio.

Ora, siccome la Lega Nord governa Biassono ininterrottamente dal 1996, e dallo stesso periodo l'attuale Sindaco Piero Malegori ha ininterrottamente esercitato la delega al Bilancio, viene spontaneo domandarsi che cosa abbiano fatto, i nostri amministratori, nei precedenti 16 anni. Forse dormivano; o magari erano distratti.

Sicuramente non ci pare ci sia da menare gran vanto se si è sistemata (magari eliminando la gran parte dei crediti ormai inesigibili) la situazione a tutto il 2007!

In secondo luogo, ci permettiamo di evidenziare che, a noi, i conti non tornano affatto.

Con Determinazione del Responsabile del Servizio Gestione Bilancio n.181 del 28.04.2014 "Conto Consuntivo esercizio 2013: ricognizione residui attivi e passivi" venivano riaccertati gli elenchi dei suddetti residui. E le cifre che il Comune avrebbe dovuto  ricevere dagli affitti, rimanendo però aleatorie per anni e anni, erano ben altre:

RESIDUI ATTIVI DA FITTI REALI DI FABBRICATI    

anno 2007 euro  9.100,42

anno 2008 euro 20.912,28

anno 2009 euro 29.702,42

anno 2010 euro 21.965,50

anno 2011 euro 24.508,20 (oltre ad euro 6.500,00 a titolo di recupero spese, notifiche ed interessi, per atti ingiuntivi di pagamento)

anno 2012 euro 36.176,87

anno 2013 euro 56.730,57

Per un totale di residui attivi, di dubbia esigibilità, pari ad euro 205.596,26.

RESIDUI ATTIVI DA RECUPERO SPESE IMMOBILI IN AFFITTO A TERZI

anno 2007 euro 16.841,48

anno 2008 euro 13.129,69

anno 2009 euro 24.928,04

anno 2010 euro 12.373,31

anno 2011 euro 22.929,29 (oltre ad euro 7.500,00 a titolo di recupero spese, notifiche ed interessi, per atti ingiuntivi di pagamento)

anno 2012 euro 34.690,76

anno 2013 euro 21.297,61

Per un totale di ulteriori residui attivi, di dubbia esigibilità, pari ad euro 153.690,18

Attendiamo, con viva e vibrante trepidazione, i dati ufficiali relativi all'esercizio 2014.
In questi numeri, in questa sciatteria e inerzia, forse, la decisione di continuare a dismettere il Patrimonio Pubblico.


Più facile, da un lato, aumentare a dismisura le tasse locali al contribuente biassonese e, dall'altro, continuare nell'operazione di svendita dei beni di proprietà comunale, piuttosto che affrontare con scrupolo e con coscienza certe spinose questioni che si sono lasciate incancrenire negli anni.

sabato 15 novembre 2014

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO


Top ten, best of, hot chart. Sui blog spopolano le classifiche e i consigli imperdibili dei loro autori. A Biassono non sempre possiamo scegliere di occuparci di cose così “cool”, né altrettanto piacevoli o intelligenti: oggi, ad esempio, parleremo del nostro Sindaco e della sua giunta leghista, cercando di stilare la nostra peculiarissima classifica.

Elencare le tante cose da loro fatte coi piedi porterebbe via molto tempo e, per chi ci legge, risulterebbe una noiosa lista della spesa; meglio allora raggruppare i vari argomenti per genere, intrattenendoci poco per volta.

Gare. Parliamo delle ultime gare indette da questa giunta, che riguardano la farmacia comunale, la gestione dell’asilo nido, il centro sportivo, ma anche di quelle non ancora indette, tipo la manutenzione del verde pubblico, sventolata come scusa per togliere l’appalto alla cooperativa di recupero sociale Azalea, onde affidarlo a un’altra società (ovviamente senza gara).

1) Farmacia. La gara per la cessione della farmacia, atto inaugurale delle “svendite” comunali targate Lega Nord, ha rappresentato il primo banco di prova esemplare per il nostro Sindaco: con una consulenza sbagliata, eppur pagata ben 60mila euro, sono riusciti a piazzarla solo al secondo colpo.

2) Centro Sportivo. Dopo aver indetto la gara, la giunta ne disconosce il risultato per supposta incompatibilità e concede la gestione al secondo classificato, salvo poi tornare sui propri passi a seguito del ricorso al Tar intentato dai veri vincitori; risultato: la gestione torna in mano alla società inizialmente disconosciuta, dovendo però pagare - con NOSTRI SOLDI - i danni sia al primo che al secondo classificato, cui è stata sottratta la gestione tenuta per pochi e inevitabilmente incerti mesi. Un CAPOLAVORO.

Va beh, han detto, questa gara è andata così, ma riguardava solo un periodo di tempo limitato; vedrete che a breve imbastiremo la mamma di tutte le gare per il centro sportivo e saremo a posto per i prossimi vent’anni. Così hanno indetto la nuova gara.
Vi domanderete com’è andata a finire: DESERTA! Non ha partecipato nessuno!

3) Asilo nido. Tutti avrete visto il Castello colorato, nell’area ex Sasatex, orgoglio del nostro assessore che ha prontamente dichiarato:” l’han fatto proprio come volevo io”. Bene.
Peccato che nessun bambino ci sia mai entrato e che, tra un po’, richiederà pure lavori di manutenzione, non avendo funzionato ancora un solo giorno. Stiamo scrivendo di persona il libro sui primati degli sprechi. Un’opera finita, pagata dai cittadini, che giace abbandonata da due anni. Bell’esempio di efficienza padana!E sapete come è andata a finire la gara per la gestione dell’asilo? DESERTA!
Va beh, adesso hanno detto che la rifaranno, cambiandola per adattarla meglio alle esigenze della cittadinanza. Sperem! 

Il commento di alcuni sindaci del circondario, da noi interpellati in proposito, è fin troppo banale: sostengono non sia possibile andare ogni volta deserti. O sono quindi in malafede, o sono incompetenti.

Noi pensiamo siano assolutamente incompetenti.

4) Prendiamo il caso Sias (che vede fra l’altro a processo per corruzione l’ex comandante della polizia locale); il nostro sindaco ha voluto precisare alla stampa che il Comune di Biassono si è costituito parte civile nel procedimento in atto, avendo subito un danno d’immagine. Inevitabile, dunque, l’assegnazione del mandato ai legali.
E’ di oggi la notizia secondo cui il Comune di Biassono è stato escluso come parte civile per aver chiesto di costituirsi con “UN ATTO INAMISSIBILE, perché GENERICO”.
INCREDIBILE! Adesso chi rimborserà le spese sostenute? Gli avvocati? La Giunta? Il Sindaco?

Non sono capaci di scegliersi neppure gli avvocati!

5) Con i dipendenti non è andata meglio. Già, perché in tutte le cause di lavoro intentate dagli stessi negli ultimi anni, il Comune è uscito sempre soccombente. Cosa mai vista nella pubblica amministrazione in modo tanto insistente e ripetuto.

Alla fine la Lega Nord usa i SOLDI PUBBLICI (cioè i nostri soldi) per risolvere problemi che, molto spesso, sono creati da loro stessi: tanto paga sempre Pantalone!

Alza poi le tasse per pagare la sua inefficienza! 

6) Solo alle società amiche, tipo SIAS, non riescono però a chiedere soldi: infatti danno loro in affitto migliaia di metri quadrati di terreno pubblico GRATIS! 

7) Adesso leggiamo che la giunta ha deciso di (s)vendere il patrimonio immobiliare; fortunatamente la legge non permette di (s)venderlo tutto ma, in previsione delle prossime elezioni amministrative nel 2016, la Lega Nord cercherà d’incassare quei soldi utili per potersi presentare con almeno una parte del centro storico ristrutturata grazie alla (S)vendita di patrimonio pubblico (e ci sono voluti oltre 20 anni prima di ricordarsi esistesse ancora un centro storico!). 

8) Taciamo in merito al silenzio del sito comunale sulle sventure della frazione di S. Giorgio, sommersa dalle acque torrentizie di questi giorni e pesantemente danneggiata. Ora è il momento della solidarietà, non delle polemiche, ma in passato LpB aveva chiesto più e più volte nuovi interventi nella frazione.   

Già ci vediamo però lo slogan elettorale: “20 anni di fatti concreti” e già immaginiamo i commenti dei cittadini.”Per essere fatti, son fatti: speriamo che si curino!”. E via a chiamare l’ambulanza!

LpB




giovedì 13 novembre 2014

PARRUCCHE E TRUCCHI

Siamo commossi. Davvero. Vogliamo condividere con voi una storia che ha dell’incredibile ed è, finalmente, una bella storia. Speciale. Una storia che merita il nostro plauso, così come il vostro.
 
Di solito chi non ha soldi tende a diminuire le spese all’osso e, prima di spendere, ci pensa almeno tre volte, se non quattro. Difficilissimo, poi, prodigarsi in beneficienza senza quattrini. Eppure.

Se tornate con la mente al maggio scorso, v’imbatterete nell’esempio virtuoso di due enti squattrinati che, a sprezzo di possibili critiche, si cimentano in donazioni encomiabili.

Parliamo di Cancro Primo Aiuto Onlus che, alla presenza di Matteo Salvini - segretario della Lega Nord - ha consegnato un’automobile per i servizi sociali al Comune di Biassono; pensate un po’: una Onlus che fa beneficenza a un Comune. Ottimo!

Si sa, le Onlus sono sempre tutte a caccia di soldi. Forse la prova più lampante è quando riceviamo nella casella postale decine di richieste di fondi per malati, anziani, bambini in adozione e chi più ne ha, ne metta. Ma Cancro Primo Aiuto, no. Loro donano addirittura auto; persino alle Suore della Cooperativa Martinengo, omaggiate con un mezzo per svolgere assistenza domiciliare. A loro basta promuovere cene per acquistare veicoli a scopi benefici: complimenti davvero. Tanto di cappello!

Poteva essere da meno il virtuosissimo Comune di Biassono? Pur avendo aumentato le tasse locali per far quadrare i bilanci, a scapito dei suoi stessi cittadini e diretti contribuenti, non si è certo dimenticato del beau geste ricevuto e zac! Ha ricambiato con una generosa donazione di 4.000 euro destinata all’acquisto di parrucche per donne in cura chemioterapia.

Un perfetto esempio di aiuto fra enti che ci riporta ai tempi andati, che merita rispetto e, soprattutto, attenzione. A pensarci bene, però, potevano semplificare il tutto: Cancro Primo Aiuto comprarsi le parrucche, il Comune di Biassono l’auto. Si sarebbero evitate scartoffie burocratiche, costi di cancelleria, delibere, giri di denaro pubblico, lavoro di tanti impiegati comunali per registrare e regolarizzare questi movimenti. Ma, senza un simile rigiro, sicuramente l’immagine di Matteo Salvini non sarebbe apparsa sui giornali locali. Né avremmo saputo che il presidente onorario di Cancro Primo Aiuto è Roberto Maroni. Né dove vanno i soldi dei biassonesi, quando non si presta sufficiente attenzione all’instancabile lavorio della giunta leghista.  

LpB  

domenica 9 novembre 2014

UN FANTASMA CATALANO IN VILLA VERRI!


E due. Nell’arco di poche settimane la caserma dei Carabinieri di Biassono mi ha visto apparire alla sua porta per un motivo apparentemente identico: un esposto contro l’affissione di bandiere inopportune e illegittime sul fronte del municipio…per mano d’ignoti. 

Era capitato in occasione del referendum per l’indipendenza della Scozia britannica (bocciata poi dai suoi stessi cittadini, nonostante la croce di S. Andrea si stagliasse orgogliosa su Villa Verri), è avvenuto di nuovo ieri, 9 novembre, a sostegno del fantomatico referendum per l’indipendenza della Catalogna spagnola. 

Due consultazioni in realtà ben diverse: se la prima aveva ottenuto almeno l’avvallo istituzionale del governo britannico, il secondo si è svolto al di fuori di ogni riconosciuta legittimità. Eppure, non paga d’ingoiare sconfitte, la solerte Lega Nord di Biassono ha scelto di sostenere un’altra causa che ben poco ha da spartire con la visione di una Lombardia popolata da barbari cornuti. 

E’ vero: fiutato il vento contrario, questa volta la bandiera è stata prudentemente distesa sul balconcino centrale della Villa, anziché direttamente sul pennone, aggrappandosi alla sin troppo generosa e tollerante interpretazione del segretario comunale Francesco Miatello circa i regolamenti in materia, che in realtà dicono tutt’altro: né bandiera scozzese, né bandiera catalana hanno diritto d’esibizione sulla Casa di tutti i cittadini biassonesi, sull’edificio che rappresenta l’istituzione del popolo italiano. 

Eppure l’arroganza della Lega Nord ha voluto prendersi gioco e infierire ancor più sulla dignità dei cittadini, giunti a segnalarmi l’accaduto a più riprese. In un confronto avuto personalmente col segretario Miatello in consiglio comunale, lo stesso aveva infatti riconosciuto l’affissione della bandiera scozzese sul municipio “quanto meno discutibile”, impegnandosi a vigilare affinché episodi simili non si ripetessero a Biassono, generando motivi di conflittualità. Come dire: chiudiamo un occhio stavolta e mettiamoci una pietra su. 

A sua volta, la Lega Nord aveva dichiarato alla stampa di voler sì affiggere anche la bandiera catalana, ma all’ingresso della propria sede partitica, non certo sulla facciata del municipio (ulteriore riprova dell’utilizzo di una causa straniera per finalità politiche di parte). 

Risultato: bandiera catalana in bella mostra sul municipio domenica mattina, con un segretario comunale lesto a sgattaiolare senza commenti al mio invito di fotografare quanto non sarebbe dovuto certo apparire lì. E la Lega Nord? Come di consueto ha mantenuto fede alle proprie promesse, osservando la bandiera col tipico stupore di chi si chiede: “Toh, ma quale birboncello sarà mai stato?”. 

Già, perché a detta del personale amministrativo, proprio è impossibile sapere chi sia il responsabile di tali inusitati gesti: il “flag-man” filoscozzese, l’uomo in carne e ossa responsabile della prima affissione, resta a tutt’oggi un mistero più fitto della notte del DC9; qualcosa ci dice potrebbe accadere esattamente lo stesso nel caso della bandiera catalana. Confidiamo però nella solerzia e nell’impegno del nostro segretario comunale, fra i cui doveri è appunto quello di far luce sui misteri di Villa Verri, ben prima che intervenga il Prefetto. Se c'è un responsabile, o ci sono più responsabili, Lista per Biassono ne vuole il nome e vuole altresì che si prendano adeguate misure nei suoi o nei loro confronti. Anche perché, a furia di spendere soldi per far fronte a ricorsi legali e dovendo attingere al fondo riserva per generosissime beneficenze, oggi la nostra amministrazione non ha più neppure un euro per ingaggiare gli infallibili ghostbusters. Gli acchiappa-fantasmi catalani.
Alberto Caspani
Capogruppo di Lista per Biassono   

lunedì 3 novembre 2014

BIASSONO PRESA D'ASSALTO!

Leggiamo su “Il Corriere della Sera” che, a Milano, cresce l’allarme per l’occupazione di case popolari da parte di extra-comunitari. Un fenomeno che interessa un po’ tutto il nord Italia, in realtà, e la Brianza non è certo immune.

Proprio la stampa locale ha appena annunciato che, anche a Biassono, in occasione della festa Patronale di San Martino - e nonostante la giunta più leghista di tutta la Lombardia (cosa da far rizzare i capelli a tutti gli stranieri) - ci sarà un’invasione di EXTRA-COMUNITARI domenica 9 novembre!

La notizia ci ha naturalmente allarmato e, dal discorso del nostro Sindaco in occasione delle celebrazioni per il 4 Novembre (anticipate domenica scorsa), deve aver preoccupato molto pure lui. Capiamo bene il suo discorso sulla difesa dei confini.

E se il governo Renzi non riesce a fermare queste orde di Extra-Comunitari, che a ripetute ondate calano sulle nostre terre, fa bene allora il sindaco Malegori a invocare la difesa dei nostri confini. Domenica prossima ci aspettiamo che la Polizia Locale, allertata dal primo cittadino in persona, opponga prodi cavalli di Frisia dinanzi alle auto degli EXTRA-COMUNITARI pronti a invadere le nostre piazze.

Sindaco, una volta tanto saremo solidali con lei, innalzando cartelli e gridando slogan precisi: “FUORI GLI EXTRA-COMUNITARI DA BIASSONO!”, o meglio: “AIUTIAMO GLI SVIZZERI A CASA LORO!”. E per farlo, siamo disposti persino a mangiare più cioccolato: meglio infrangere la dieta che i confini della Patria!


NO PASARAN!

domenica 2 novembre 2014

CADUTI E CADUTE (DI STILE) AL 4 NOVEMBRE DI BIASSONO

In occasione del 96° anniversario dell'Unità d'Italia, nonché giornata delle Forze Armate (anticipata il 2 novembre anziché il 4)  il neonato gruppo alpini di Biassono ha voluto ricordare l'eroico soldato biassonese Stefano Riboldi, medaglia d'argento nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918). "Incaricato di avvisare un plotone dell'esercito affinché si ritirasse prima dell'accerchiamento austriaco - ha spiegato la penna nera Cornelio Saini (nella foto) - il giovane Stefano venne colpito a tradimento da un cecchino imperiale, nel 1916. Nonostante le gravi ferite, riuscì a raggiungere il distaccamento italiano e a comunicare l'ordine di evacuazione. Pochi minuti dopo, si spense però a causa dell'immane sacrificio. Il suo gesto salvò la vita a centinaia di soldati italiani". Un ricordo dovuto e commovente, ma che ha trovato una voce dissonante nel discorso del sindaco leghista Piero Malegori, rigorosamente senza fascia tricolore e pronto a celebrare  il 96° anniversario di...qualcosa che non ha osato neppur pronunciare: il suo appello a difendere i confini con ogni mezzo ha riportato alla mente la triste immagine dei barconi d'immigrati africani sui cui la Lega Nord ritiene lecito premere il grilletto. 

mercoledì 29 ottobre 2014

LISTA PER BIASSONO A FIANCO DEL COMITATO PER IL PARCO DI MONZA "A. CEDERNA"


Riceviamo e pubblichiamo, sottoscrivendo ogni singola osservazione del Comitato per il Parco di Monza "A. Cederna". Contro ogni mercificazione di beni pubblici, perché il Parco e la Villa Reale sono parte integrante della storia di Biassono, della nostra vita quotidiana, dei benefici futuri del territorio.  

Il restauro della Villa Reale di Monza: chi l’ha pagato e chi ci guadagna

A lavori ultimati, facciamo il punto su quanto è costato a noi tutti - non solo in termini economici - il restauro della parte centrale della Villa Reale di Monza.

  • I costi effettivi del restauro non sono stati resi noti. Comunque, in base al bando, di cui il responsabile era Anton Giulio Rognoni - l’ex Amministratore Delegato di Infrastrutture Lombarde ora indagato nell’ambito degli appalti per Expo - Regione Lombardia ha erogato 21 milioni e Nuova Villa Reale Monza spa, vincitrice del bando, guidata dall’imprenditore Navarra di Italiana Costruzioni, in sede di aggiudicazione (vedi conferenza stampa dell’allora Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del 15 aprile 2011) avrebbe dovuto versarne 8 ma, a quanto dicono le notizie di stampa e le affermazioni pubbliche degli stessi responsabili, ne avrebbe investiti solo 4. Peraltro rileviamo che il costo iniziale stimato per gli interventi al Belvedere, ha subito senz’altro un netto abbattimento poichè originariamente era ivi previsto il famoso ristorante di lusso che avrebbe comportato ingenti costi per impiantistiche particolari e per allestimenti dedicati. Il ristorante, di modesta rilevanza, è stato poi realizzato al piano terra mentre il Belvedere è stato oggetto di interventi limitati. In corso d’opera, tuttavia, vi è stato un aumento dei costi che, secondo fonti stampa diverse sarebbe stato di 2 o 3 milioni di euro per imprevisti durante i lavori e che sono stati ulteriormente finanziati dalla Regione: abbiamo chiesto al Consorzio documentazione dell’importo e della natura degli imprevisti, ma non ci è stata data alcuna risposta in merito.

L’ingresso del privato sarebbe stato forse giustificato se i 25 milioni fossero stati a carico del concessionario e 4 milioni alla Regione, ma evidentemente lo scopo dell’operazione non era quello di sollevare il pubblico dall’investimento più gravoso. Questo non può essere un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, in quanto non vi sono contropartite effettive per la collettività.
  • Malgrado l’esiguità del suo contributo, il privato ha ottenuto 22 anni di concessione degli ambienti più rappresentativi della Villa, lasciando solo 36 giorni non consecutivi l’anno alla piena fruizione pubblica. Questo significa che per 22 anni Nuova Villa Reale Monza spa potrà guadagnare dalla messa in subconcessione dei quattro piani centrali della Villa Reale di Monza. E non si può dire che abbia perso tempo: ha già affittato il piano terra per 15 anni a un ristorante, “Le cucine di Villa Reale”, che userà gli spazi in modo esclusivo (http://www.fedegroup.it/ristorante/le-cucine-di-villa-reale) e non in funzione dell’attività museale come prevede il Testo Unico dei Beni culturali. Un esempio: il 31 ottobre è previsto l’Halloween Private Party, in occasione del quale la Villa farà da “suggestivo contenitore” al “Night Party con DJ set dalle 23.00”, un evento del tutto avulso dal delicato contesto in cui viene collocato e per il quale “l’organizzazione si riserva il diritto di selezione all’ingresso” (https://www.facebook.com/events/297160933812528/?fref=ts). Su tale utilizzo improprio e pregiudizievole della Villa – a oggi ci sono state già oltre 500 prenotazioni – il Consorzio si è limitato a rilevare, a posteriori e su nostra segnalazione, un "difetto" di comunicazione e non si è sentito in dovere di intervenire nel merito dell’uso oltraggioso della Villa. Le sale storiche del primo piano nobile sono state affittate alla Vision Plus per 9 anni (notizie stampa parlano di 300.000 € l’anno) che, a sua volta le potrà affittare a chiunque sia disposto a sganciare quattrini. Un solo esempio: il 4 ottobre, il salone delle feste è stato affittato (7–10mila €) per ospitare il primo ricevimento di nozze con gran finale di fuochi d’artificio (nei giardini che non sono in concessione ?!?!) e le altre sale sono state messe a disposizione del Salone del Wedding Reale, ovvero la fiera degli sposi.

Ma facciamo due semplici conti: è verosimile ritenere che se il primo piano nobile è stato affittato a 300.000 € l’anno, anche gli altri piani subiranno un destino analogo. Sicchè l’introito annuale per il gestore potrà aggirarsi attorno ai 1.200.000,00 € l’anno. Cioè circa 100.000,00 € al mese. Così, ammesso che il privato abbia effettivamente contribuito con 4 milioni di €, in 3 o 4 anni avrà ammortizzato l’investimento con le sole subconcessioni e gli altri 18 anni saranno solo “utili”. In compenso, il Consorzio riceverà circa 5.000,00 € al mese. Ricordiamo, infatti, che il canone di concessione è di 60.000,00 € l’anno, oltre allo 0,7% del fatturato [circa 700 € al mese (1.200.000, 00 x0,7%): 12]. Per mera annotazione rammentiamo che il Piano Economico Finanziario (PEF) prevedeva importi addirittura superiori per il gestore.


Il pubblico - noi cittadini - ha tutto da perdere dalla concessione anche per altri motivi oltre a quelli economici; infatti, malgrado abbia pagato il restauro:

  • potrà vedere solo le parti della Villa che concessionario e subconcessionario consentiranno di vedere e, quasi esclusivamente, pagando. Anche in questo caso non si è perso tempo: dopo una decina di giorni di visite gratuite “gentilmente concesse”, il biglietto costa 12 € che vanno al concessionario;
  • per vedere le altre parti dell’ala sud restaurate (l’appartamento di Umberto I°) si deve uscire dalla Villa, percorrere una parte della corte esterna e rientrare da un’altra parte, sperando che non piova, pagando un secondo biglietto;
  • gli sarà preclusa la possibilità di vedere riallestite con gli arredi le sale del primo e del secondo piano nobile perchè gli affittuari non hanno evidentemente nessun interesse a occupare le sale e gli spazi con i mobili originari, che sarebbero sì in stile con la Villa, ma non con l’ “evento” (il vero business). Non si può rischiare, inoltre, che qualche improvvido partecipante all’evento danneggi mobili, suppellettili, arazzi preziosi. Risultato: gli arredi originari recuperati e restaurati, non sono stati sistemati dove avrebbero dovuto, ma sfrattati e delocalizzati in un’altra parte della Villa. Per esempio, i mobili “alla chinese” e gli arazzi del Raineri, in perfetta sintonia con il soffitto dell’Albertolli, che arricchivano la “Sala degli Uccelli” del primo piano nobile, sono stati surclassati dai tavoli imbanditi di confetti e dai tulle della fiera degli sposi;
  • si deve accontentare di un restauro che sembra funzionale al solo sfruttamento commerciale. Ricordiamo, inoltre, che il primo piano nobile e il Belvedere erano già stati sottoposti a restauro a cura della Soprintendenza. Tra l’altro, che fine faranno i parquet del Maggiolini e le altre parti restaurate che dovranno sopportare l’urto dello sfruttamento commerciale degli spazi?

Ma soprattutto a perderci è la Villa stessa, spezzettata come fosse un condominio, ridotta a contenitore di usi oltraggiosi e indegni della sua storia, deprivata della possibilità di presentarsi in tutta la sua maestosità di dimora regale.


Gli Austriaci, i Francesi, i Savoia l’avevano lasciata a noi tutti perchè fosse un monumento di cultura, didattica, arte e alta rappresentanza: nell’Atto di cessione gratuita da Demanio dello Stato a Comune di Milano e Comune di Monza del complesso immobiliare denominato Villa Reale e Parco di Monza. Repubblica Italiana, Monza 4 aprile 1996, repertorio n. 8461” si dichiara (art.6) che “gli immobili... restano sottoposti al vincolo monumentale e paesistico”, e che (art.8) “i Comuni di Milano e di Monza si impegnano a curarne la conservazione permanente ed a destinarli ad attività museali, culturali, di rappresentanza e di fruizione e conservazione del verde".

I veri “fruitori”, cioè i gestori la stanno trasformando in una “location” commerciale che consentirà loro enormi guadagni senza alcun vantaggio per il “pubblico” che pure ha pagato il restauro e ciò senza che nessuno degli enti preposti (Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza, Consorzio) sembri esercitare il controllo dovuto sulle attività che si svolgeranno nella Villa Reale di Monza, come dimostrano gli esempi elencati.

lunedì 20 ottobre 2014

PORA STELLINA!

Sono sempre interessanti le riunioni del Consiglio Comunale a Biassono: un vero e proprio spaccato di vita e sensibilità cittadina.
Nell’ultimo abbiamo assistito alla seguente scenetta. Il vice Sindaco, nonché assessore alla Cultura, che dichiara: “il vostro blog non lo guardo più!” e, con fare minaccioso, rilancia “ toglierò pure il vostro blog dai miei preferiti!”.
Dai assessore, non fare così, ci fai star male; come faremo mai senza i tuoi numerosi click?  Rischiamo davvero di vedere il contatore delle visualizzazioni crollare. Dai, dai stellina, clicca ancora, per favore!
Contiamo su di te, visto che il sindaco e i tuoi colleghi assessori hanno assicurato di non guardare mai il blog di Lista per Biassono (salvo poi ritagliarsi ampi spazi sui giornali per puntare ogni volta il dito contro i nostri post).

Poverini, lasciali soli a ignorare i fatti di Biassono: tu resta informato. Su, su clicca!

Senza il nostro blog, non avresti certo scoperto che, da assessore alla Cultura, hai votato contro la proposta dell’allora capogruppo della Lega, destinata ad assegnare alla biblioteca fondi per 3.500 euro da investire nell’acquisto di libri. Quello sì fu un bel colpo, assessore!

Senza di noi, che facevamo proposte e iniziative per sviluppare Cultura e Turismo a Biassono, forse non avresti fatto nessun accordo col museo civico, per quella che è stata la tua unica iniziativa dopo tre anni e mezzo di assessorato alla Cultura: e, oibò, ci risulta pure che l’idea sia arrivata dal museo dopo i costanti confronti col nostro capogruppo Alberto Caspani, più che su brillante iniziativa di una giunta che mai mette piede nei suoi locali.

Per fortuna c’è gente in gamba al museo, altrimenti campa cavallo!

Leggiamo che tu “hai lavorato notti e domeniche, sin da aprile” per approntare il piano. Bravo!


Come vedi noi ti seguiamo e, se ci hai messo solo 42 mesi a scopiazzare il piano del museo, e farlo tuo (così come hai voluto far tuo lo sportello Tasi, mandando su tutte le furie i sindacati), noi saremmo anche pronti a rendertene merito: peccato che un circuito turistico fosse stato ufficializzato almeno dal 2003, ma in Comune nessuno lo avesse mai preso in considerazione, tanto da non sapere neppure dell’esistenza delle guide turistiche pubblicate dal museo, o addirittura dei siti archeologici che il vostro bel Pgt stava per spazzar via senza alcuna remora. Peccato che, proprio voi, ridevate alla sola parola "turismo", ogni volta che Lista per Biassono la rilanciava in consiglio comunale. Peccato non foste mai presenti alle prime iniziative di visite guidate per il paese, organizzate tanto dalla lista civica quanto dalla vituperata associazione culturale Gaetano Osculati. Per cui ti prego, non dimenticare di cliccare in nostro blog: mal che vada, ti evita almeno di fare brutte figure. Dai stellina, fa' il bravo!

SINDACO O PODESTA'?

"Il Sindaco mette Osculati alla porta", strillano i giornali locali.

Imbufalito per le continue polemiche sollevate dall'opposizione, Malegori lancia l'ordine ai suoi assessori: "vietato collaborare con un'associazione dietro cui si nasconde Lista per Biassono".
Non si può non restare sbalorditi di fronte a siffatte affermazioni.
A confutarle nel merito ha già pensato la presidente dell'Associazione Culturale Gaetano Osculati.
Ciò che preoccupa è il fatto che, evidentemente, il Sindaco confonde quelli che sono i poteri ed i doveri di un sindaco della Repubblica costituzionale con quelli di un podestà di mussoliniana memoria.
Evidentemente per il Sindaco i biassonesi tutti, ed i suoi assessori in particolare, non devono pensare, né decidere con la propria testa.
E' sufficiente che eseguano gli ordini che lui, volta per volta, emana.
Malegori rischia di trasformare il Comune che amministra in un paese gretto, chiuso, che nulla ha a che vedere con la tradizione di apertura e solidarietà che i biassonesi hanno sempre saputo mettere in campo.

E' opportuno che qualcuno gli ricordi che lui è il Sindaco di tutti i cittadini e non il capo locale di un partito.

Da parte nostra, ci permettiamo di consigliargli la seguente lettura, ovverossia il discorso sulla democrazia che, nel 461 a.C. Pericle tenne agli Ateniesi:


“ Qui ad Atene noi facciamo così.
   Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
   e per questo viene chiamato democrazia.
   Qui ad Atene noi facciamo così.
   Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
   dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
   Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza
   di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di
   privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non
   costituisce un impedimento
   Qui ad Atene noi facciamo così.
   La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana;
   noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo
   mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a
   modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando
attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si
occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che
dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte
che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile;
e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica,
beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà,
ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade
e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità,
la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione
ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo
e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così”.

venerdì 3 ottobre 2014

APPELLO CONTRO GLI ANABATTISTI PADANI

Piazza Italia sotto assedio. Fallita la rivoluzione padana, tramontata, resuscitata e infine azzoppata l’idea secessionista, la Lega Nord se la prende ancora una volta con la toponomastica locale. Benché le sue scelte in materia siano sempre state finalizzate alla volontà di marchiare il territorio, con opere o intitolazioni dall’esplicito riferimento al Movimento di via Bellerio, la strategia odierna si è fatta più sottile, ma non per questo meno velenosa.

Apprendiamo infatti, per bocca dell'Assessore allo Sport, che "come giunta stiamo valutando la possibilità d’intitolare a Michele Alboreto una porzione di Piazza Italia, magari il parcheggio dove avviene la premiazione dell'atleta biassonese dell'anno".
Nulla da eccepire sulla figura del pilota Ferrari prematuramente scomparso.

Tuttavia, poiché a pensare male si fa peccato ma, come diceva qualcuno, quasi sempre ci si azzecca, l'intenzione manifestata dall'esponente della giunta leghista lascia la sgradevole impressione che, non sentendosela di cambiare radicalmente nome a Piazza Italia, si cominci, al momento, col farla a pezzettini.

Se proprio deve essere costume, a Biassono, d’intitolare aree pubbliche adibite a parcheggio, si dedichi ad Alboreto il parcheggio antistante il Centro Sportivo Comunale. Che, peraltro, è adiacente all'Autodromo ed alla Curva di Biassono. Oppure gli si dedichi il Centro Sportivo stesso.

Ma, per favore, non si tocchi Piazza Italia, nel mirino della toponomastica leghista sin dai tempi delle prime giunte De Biasio. Biassono ha ben altri problemi di cui occuparsi.

Lo chiediamo in nome della logica, della ragionevolezza, della storia, cultura e tradizione di Biassono cui la Lega Nord, quando fa comodo, dice di ispirarsi.

Salviamo Piazza Italia!