Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

martedì 24 marzo 2015

AFFITTI TROPPO SALATI E SALMONI INSIPIDI

Casa: un problema, più che un diritto, per la giunta leghista. Non sappiamo se l’assessore ai Servizi Sociali Nadia Beretta abbia letto l’articolo di Barbara Apicella sul “Il Cittadino” di sabato, in merito alle difficoltà economiche del signor Febbraio, ma se non l’avesse fatto speriamo almeno qualche suo conoscente glielo abbia raccontato.

Stiamo parlando di Mario Febbraio, un pensionato ultrasettantenne che vive a Biassono con la propria compagna ammalata e che, come molti della sua età, si trova ora in difficoltà economiche, al punto da non essere più in grado di pagare l’affitto di casa.
Un'ulteriore dimostrazione del fatto che anche nel nostro paese si delinea ormai una situazione sociale critica, riguardante famiglie che corrono il concreto rischio di rimanere in mezzo alla strada.
Non a caso Febbraio e compagna dovranno liberare al più presto la proprietà assegnata loro su accordi solidali, per lasciar posto a una famiglia con minori. Della problematica generale il sindaco Piero Malegori è sicuramente a conoscenza, tant'é che lui stesso ribadisce: "c’è una grande richiesta di case comunali".
Bene. Anzi male.
Se giunta e sindaco sono a conoscenza della penuria di case comunali, noi ci chiediamo: per quale motivo, invece di costruire nuove case comunali, stanno oggi (s)vendendo quelle già in possesso dell'amministrazione in zona cascine?
Insomma, c’è maggior richiesta di appartamenti pubblici per via del crescente disagio sociale, ma questa giunta cosa fa? Semplice: se ne sbarazza!
C’è bisogno di case comunali? Noi vendiamo quelle che abbiamo! Già 5 appartamenti sono stati infatti alienati dal patrimonio comunale nelle settimane scorse.

Come i salmoni loro vanno sempre……controcorrente!

Per loro stessa ammissione, vendono infatti case comunali perché non riescono a gestirle; non riescono a far pagare i morosi che ne hanno la possibilità, non sono in grado di capire se chi le abita abbia tuttora il diritto per farlo, e via così. 

Il vero problema è che Malegori e i suoi accoliti leghisti non sanno affrontare problemi ad approccio complesso: più che gonfiare il petto e alzare la voce con gli anziani, non sanno fare altro. Non hanno idea su come attuare politiche alternative. 

Il disagio di non saper affrontare e risolvere i problemi ricade però su tutti i cittadini, sia su quelli socialmente più indifesi, sia su quanti si vedono privati di patrimonio pubblico per via della loro incompetenza. Vendere appartamenti può forse tappare qualche falla di bilancio a breve, ma espone il Comune a situazioni ben più gravi per i tempi a venire. 


E’ già marzo inoltrato, ma siamo preoccupati per Febbraio.

martedì 17 marzo 2015

IL PEDIBUS DELLA BELLA ADDORMENTATA NEL BORGO

Oibò! L'assessore ai rapporti con la pubblica istruzione, Nadia Beretta, s'è svegliato! Peccato fatichi ancora a distinguere i suoi sogni, o incubi, dalla realtà. 

Capovolgere la verità è infatti uno sport molto praticato dai componenti della  giunta Malegori, ma riesce a mettere in evidenza solo la loro incapacità di amministrare correttamente il nostro paese.

Non è Lista per Biassono a “usare” i ragazzi della scuola per fare propaganda - come ci taccia nella sua ultima intervista su "Il Giornale di Carate" - ma, al contrario, è proprio l’assessore Nadia Beretta.

Anziché ammettere l’errore di aver respinto la mozione che LpB aveva avanzato ben TRE anni fa, finalizzata a organizzare e adottare il Pedibus anche a Biassono, ora il problema siamo tornati noi! Non coglie affatto lo spirito della volontà propositiva di proclamare una “giornata a scuola a piedi”, ci mette in bocca dichiarazioni che tradiscono la sua frettolosa, o forse snervata, lettura del blog (chiaro che il Consiglio comunale dei ragazzi si muova nel solco del Consiglio d’Istituto, come ben specificato nell’articolo del blog), scambia l’apprezzamento per l’attività dei giovani studenti biassonesi per una perversa strumentalizzazione delle loro menti ingenue. Per carità!

Sostiene quindi che i tempi non fossero maturi, che in questi anni la giunta non è stata ferma, che mancavano i volontari (!!!, ma come?? Avevano pure ricevuto proposte da parte di genitori su un piatto d’argento), che adesso sonderà l’opinione dei ragazzi della scuola…..bla, bla ,bla. 

Che cos’è cambiato da TRE anni a questa parte, caro assessore? Che opere, accordi o studi avete realizzato a Biassono in TRE anni? Nulla. Se il Consiglio d’Istituto, unitamente ai ragazzi delle scuole, non si fosse fatto avanti, l’idea di una giornata a piedi sarebbe ancora a impolverarsi negli archivi di Villa Verri, dove immancabilmente accantonate ogni proposta d’innovazione della vita comunale.

Il nostro errore, lo ammettiamo, è forse quello di aver svegliato l’assessore Nadia Beretta, rovinandole il riposino. D’altra parte, ogni volta che il suo assessorato viene portato in causa, la sua unica reazione è quella di bocciare a colpo sicuro: basti pensare a quando abbiamo proposto l’istituzione di un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà, a causa della crisi. Crisi??? Macché! Per l’assessore, in Brianza e soprattutto a Biassono, era impossibile che le famiglie sentissero alcuna crisi, visto che il loro essere fieramente brianzole le escludeva per antonomasia da qualsivoglia disagio economico. Beh, sappiamo com’è andata subito dopo.

Consigliamo l’assessore Beretta di ritornare ai suoi sonnellini, così apprezzati durante i consigli comunali, visto che, quando non interviene, gli eventi accadono per semplice natura naturante, salvo i suoi improvvisi sbigottimenti e la sua metafisica constatazione di come la realtà prenda forma al contrario di come lei si fosse immaginata.

Pisoli ancora un po’, dunque: i nostri studenti troveranno forse modo di costruire anche la pista di skateboard richiesta da anni e ventilata in ogni consiglio comunale dei ragazzi. D’altra parte, la richiesta non le sarà certo sfuggita, vista la sua assidua frequenza alle sedute. Come già affermava Pedro Calderòn dela Barca, “la vita è un sogno”. 


mercoledì 11 marzo 2015

DA ROMA A BIASSONO: NULLA DI NUOVO SUL FRONTE LEGHISTA

Le radici dell’ultima manifestazione di Roma della Lega Nord affondando da tempo in Villa Verri.

Quando sostenevamo non fosse possibile non vedere nella Lega Nord tutti i sintomi di un partito di estrema destra (un po’ razzista e fascista), Il Sindaco accusava noi di essere degli estremisti; ora, dopo la “ marcia su Roma” di Salvini, che ha stretto alleanza con Casa Pound, autodichiaratamente fascista, crediamo non ci possano essere più fraintendimenti.

E’ un fatto.

La Lega Nord In Italia è alleata con Casa Pound e in Europa con il Front National di Marine Le Pen, su posizioni omofobe e razziste.

Quei biassonesi illusisi che certi gesti folkloristici fossero attribuibili solo ai Borghezio o ai Bonanni di turno, ma non rappresentassero realmente l’anima del partito leghista, ora si devono ricredere.

Quando il sindaco Piero Malegori rispondeva alle critiche che muovevamo al suo operato, accusandoci di essere noi “gli estremisti da centro sociale” - senza entrare mai nel merito delle critiche - dimostrava già quale rispetto avesse verso le minoranze e quale fosse il suo modo di praticare la democrazia.

I sintomi c’erano già tutti, e da tempo, per capire e interpretare “le gesta leghiste” anche a Biassono, come quelle di “marcare” il territorio cittadino  mediante massi scolpiti con simboli leghisti, o intitolare tutte le nuove vie usando nomi della tradizione leghista. Una riedizione della tradizione fascista usata nel Ventennio mussoliniano.
Lista per Biassono ha puntualmente denunciato questi atti in consiglio comunale, ritenendoli soprusi e abusi; purtroppo nell’indifferenza assoluta degli altri gruppi dell’opposizione.

Ora, però, non ci possono essere più scuse: signore e signori, consiglieri comunali che rappresentate la cittadinanza, sappiate che tra circa un anno il vostro operato sarà giudicato di nuovo dagli elettori e noi di Lista per Biassono faremo di tutto per portare all’attenzione dell’opinione pubblica ogni atto nefando compiuto da questa amministrazione leghista. Anche i rappresentanti delle opposizioni saranno chiamati a rispondere dei loro voti e comportamenti in Consiglio Comunale. 
Per tutto quanto hanno fatto e NON fatto.       



    

mercoledì 4 marzo 2015

L'AUTONOMIA LOMBARDA GIOVA ALLA PROMOZIONE TURISTICA DEI SUOI COMUNI?

In Brianza, poco lontano da qui, le giunte comunali che si occupano dell’economia del proprio territorio - e non delle chimere della Lega Nord - hanno formato un pool turistico di Comuni tra cui: Lissone (capofila del Distretto Valle Lambro), Albiate, Besana, Briosco, Carate, Macherio, Triuggio, Sovico, Vedano, Veduggio e Verano, oltre a Confcommercio, Parco Valle Lambro, Consorzio Villa Greppi e Fondazione Rossini, Provincia inclusa. Tutti insieme per migliorare l’attrattività del territorio, proponendo progetti per ottenere contributi dalla Regione attraverso il bando “DAT, interventi e iniziative di area vasta per l’attrattività territoriale turistica e commerciale della Lombardia”.

E Biassono? Dov’è mai Biassono? I nostri amministratori di cosa si occupavano nel frattempo?

In primis, di far approvare una mozione del gruppo Lega Nord, volta all’accoglimento del referendum più inutile della storia; un referendum che costerà alle casse della Regione Lombardia, quindi a tutti noi, ben 30 milioni di euro, a fronte di finanziamenti per il turismo locale pari a 425mila euro. Briciole, sui cui c’è da scommettere i Comuni lombardi tenteranno di prevalere accanitamente gli uni sugli altri. Uno si dirà: i referendum sono il sale della democrazia, perché attraverso le loro domande ne va delle sorti vitali del Paese. Ebbene, il referendum in Lombardia invita gli elettori a rispondere al seguente quesito: 

“Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”

Che, per la serie "parla come mangi", va letto: 
"volete che la Lombardia sia più autonoma, restando in Italia e senza disturbare nessuno?".



La risposta, secondo voi, quale può mai essere? Provate a indovinare. Sarebbe come fare un referendum chiedendo: volete bene alla mamma? Oppure, volete la pace nel mondo? Volete essere più felici?  30 milioni di euro buttati per simili banalità e intanto i Comuni non hanno fondi sufficienti per sfruttare l’onda lunga di Expo. 

Quando studiavamo, queste domande erano definite “pleonastiche”, cioè scontate, perché la risposta che avrebbero ottenuto non sarebbe potuta essere che affermativa (sì!). In sostanza, domande puramente retoriche che, al di fuori di un uso simile, non dovrebbero essere poste, salvo apparire di mera ridondanza. 


Se a porle è però il presidente lombardo Roberto Maroni, per i leghisti è allora tutto giustificato. Persino spendere 30 milioni di euro di soldi pubblici inutilmente; vergogna! 

E pensare che, con quei soldi, Biassono avrebbe potuto forse finanziare un progetto turistico tutto suo: nonostante l’avvio del “tour virtuale” del museo, reso possibile proprio dai fondi regionali, oggi è calato infatti un imbarazzante silenzio sul rigetto regionale degli "itinerari di riscoperta storica di Biassono". Cavallo di battaglia del nostro lungimirante assessore alla Cultura, Luciano Casiraghi. Ma non ci sorprende più di tanto: far di testa propria, quando di teste ce ne sono ben poche, non porta mai a grandi risultati. Lista per Biassono aveva sottoposto un progetto originale per valorizzare turisticamente il Comune a partire dalla tradizione dei Conti Verri, individuando fra l’altro i requisiti per rendere economicamente sostenibile il progetto (aspetto alquanto apprezzato dalla Regione) e incassando pure l'entusiastico assenso degli eredi. La giunta, oltretutto, avrebbe potuto avvalersi "a costo zero" delle competenze e dei contatti nel settore del capogruppo di LpB Alberto Caspani, che da anni opera appunto nel mercato del turismo. Invece niente. Ha fatto di testa propria, si è ben guardata dal cercare la collaborazione dei Comuni vicini, finendo per ottenere un bel pugno di mosche. 

Complimenti! L'inadeguatezza di questa giunta è solo pari all’inutilità del referendum che ci sottrarrà 30 milioni di speranze. 

giovedì 26 febbraio 2015

BIASSONO E’ UN PAESE PER GIOVANI

Il CCR (Consiglio comunale dei ragazzi) ha varato una proposta precedentemente AFFOSSATA dalla giunta leghista in consiglio comunale: per intenderci, quello ben più attempato di Villa Verri, presieduto dal sindaco Piero Malegori. 

A 3 anni di distanza dalla bocciatura della proposta, avanzata da Lista per Biassono al fine di adottare il servizio di PEDIBUS anche nel nostro paese, il Consiglio Comunale dei Ragazzi, su stimolo della Presidente del Consiglio d'Istituto Cristina Giacometti, ha invece approvato a unanimità l’iniziativa di “una Giornata a Piedi”, destinata a rilanciare in sordina proprio il progetto Pedibus, dimostrando alla nostra asfittica giunta leghista una lampante verità: SE DAVVERO SI VUOLE, SI PUO’!

Quindi il 17 aprile tutti a scuola a PIEDI! Ottimo!

Grazie al confronto col Consiglio d'Istituto, i giovani biassonesi hanno capito che proporre una giornata a piedi non costa nulla e, soprattutto, fa bene al fisico, riduce il traffico in città, libera le mamme da incombenze al volante, oltre ad abbattere l’inquinamento da CO2; insomma, vantaggi per TUTTI.

Adesso ci aspettiamo che la giunta Malegori faccia ammenda e ritorni sui propri passi, adoprandosi per dare seguito almeno all’iniziativa dei nostri ragazzi del CCR, sì da proporre il Pedibus già dal prossimo anno scolastico.

Ah, questi ragazzi! Vuoi vedere che, adesso, si metteranno pure a riproporre la pista di skateboard, che per anni hanno inutilmente chiesto, senza veder mai riconosciuto fra le priorità dell’amministrazione il proprio sogno?

E a proposito di skateboard, Malegori – insignito pure della delega alla Polizia Locale – non aveva certo brillato per accondiscendenza in passato: il sindaco è passato alle cronache per aver scatenato più volte i vigili contro i giovani appassionati delle quattro rotelle, facendo passare presto la voglia di divertirsi e giocare nelle piazze o nelle vie adiacenti la scuola.

Malegori e verdi padani, siete avvisati: le nuove leve che si affacciano alla vita sociale di Biassono sono anni luce più avanti della vostra giunta e stanno creando a un precedente importante. Promuovere iniziative utili, senza curarsi di avere la “benedizione politica” del Sindaco. Come dire: della Lega Nord, oggi, fanno a meno proprio tutti.


FORZA RAGA!

sabato 14 febbraio 2015

Lettera aperta al PD nella persona del suo segretario locale, Carlo Riboldi.


Ringraziamo Carlo Riboldi per aver chiarito, tramite il Giornale di Carate, la posizione del PD in merito ai nostri tentativi, finora andati vani, per lavorare ad una possibile alleanza elettorale per le prossime elezioni amministrative.
Credo però che il non saper scegliere se accelerare o spingere indietro condanni all’immobilismo.
Se e quando il PD riterrà di essere interessato, ce lo faccia sapere; da parte nostra noi siamo sempre disponibili ad un confronto costruttivo.

La nostra analisi ci porta a pensare che i tempi sono maturi per “ liberare” finalmente Biassono dalla “morsa” leghista che l’ha fatta precipitare ai livelli politici e culturali più bassi della sua storia; d'altronde loro stessi si definivano “ I Barbari Sognanti ”, ma si sono poi dimostrati essere “I Barbari Ignoranti”!
Non ne hanno fatta una giusta nel nostro paese, svenduto il territorio, azzerata la cultura, cementificato selvaggiamente e hanno cercato di cancellare la storia del nostro paese; tutto questo con l’appoggio dei rappresentanti della CDL.

Di fronte a questa premessa che credo trovi concorde anche il PD, noi di Lista per Biassono crediamo sia giunto il momento di offrire alla popolazione tutta, la possibilità di partecipare alla stesura di un programma di governo per il quinquennio 2016-2021, e per fare questo serve un tempo lungo, come quello che ci separa dalle prossime elezioni.

Non ci spinge la fretta, ma la consapevolezza di voler fare finalmente un lavoro adeguato per il nostro paese, cosa che non è mai stata fatta da nessuno, neanche dalla  nostra lista alle passate elezioni.
Se invece il PD vuole sfruttare il tempo rimasto per “osservare” i membri della Lista, come tu dici, ben venga: non abbiamo nulla da nascondere, niente scheletri, ma neanche un piccolo ossicino, i nostri armadi sono pieni di idee da realizzare e progetti da discutere con la gente.
Il nostro treno sta partendo e pian piano acquisterà velocità, tra non molto anche gli scontenti ex elettori leghisti assieme a quelli che votarono gli scalda seggiola del CDL, avranno la possibilità di avanzare le loro richieste finora inascoltate.

Gli elettori del centro-sinistra già ci conoscono e sanno che su di noi si può contare.

p.s. Carlo, se sei interessato a capire quali forze siano presenti nella nostra lista ti giro la definizione che Wikipedia da delle liste civiche:
Il Dizionario di Italiano Garzanti offre la seguente (scarna, ma essenziale) definizione: "lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali".

 Negli ultimi anni il fenomeno delle liste civiche si è molto diffuso soprattutto nei piccoli paesi, a causa anche della legge elettorale maggioritaria a turno unico vigente nei comuni con meno di 15.000 abitanti, che obbliga i partiti a riunirsi in coalizioni e presentare insieme un'unica lista per avere maggiori possibilità di vittoria.

sabato 7 febbraio 2015

OH SINDACO! BENE, BENE!

Una colonia di pinguini antartici chiede spassionatamente la cittadinanza onoraria a Biassono. Il filosofo Leibniz riscrive la sua Monadologia, citando Biassono come il migliore dei mondi possibili. Pure gli anziani festeggiano: a Biassono si vive sino a 298 anni! Insomma, solo “buone” notizie dal nostro Comune, a giudicare dagli immancabili commenti del sindaco sulla stampa. 


Il Cittadino di sabato 7 febbraio ne dà infatti risalto su ben due pagine, dalle quali apprendiamo:

1) Caso festicciole & balletti sexy dei Vigili.

Per l’assessore Silvano Meregalli “certe cose succedono anche in altri uffici del municipio”.

Ehm! Coff! Coff!

Fortunatamente il Sindaco, interpretando il pensiero dell’assessore, che in consiglio comunale si lancia sempre più spesso in sproloqui fantasiosi e prolissi, precisa e ribadisce che “gran parte dei dipendenti comunali, NON TUTTI, meritano rispetto”.

Coff! Coff! Cooofff!

Ma chi sono mai i “NON TUTTI”? Quali e quanti sono INDEGNI del nostro rispetto?

Caro sindaco Malegori, ora siamo davvero ansiosi di conoscere da Lei tutti i retroscena, ovvero:

- Chi sono, e quali provvedimenti lei e/o la sua giunta avete adottato per rendere innocui tali soggetti, onde evitare si possano comportare indegnamente verso le leggi e i cittadini biassonesi?

(Ci permettiamo di rammentarle, in ogni caso, che sono i cittadini di Biassono a pagare gli stipendi ai dipendenti comunali, così come i suoi compensi e quelli della sua giunta)

Ah già, è vero! Tutto questo non interessa ai consiglieri CDL, gli scalda-sedia come li definisce il loro stesso presidente di Forza Italia! Ma noi che paghiamo le tasse più care della Brianza vorremmo proprio saperlo.
  
2. Caso allargamento via Pessina: arrivano gli eredi dei terreni e l’affare si complica.

Si complica, ma non per il serafico sindaco Malegori che, di fronte alle azioni messe in campo dal concittadino Federico Bianchi (avvio di una raccolta firme contro il progetto che devasterà scuola materna e proprietà private, coinvolgimento della Guardia Forestale, supporto da parte di Lista per Biassono e PD per la difesa della storia del paese, visita di controllo degli eredi Verri) dice: “abbiamo avviato il procedimento…la priorità è mettere via Pessina in sicurezza”.

Che bizzarro! Noi pensavamo che la priorità della giunta fosse investire 500mila euro, anziché incassare 400mila euro di oneri dall’azienda TeaFlex, il cui ampliamento sarà concesso solo a patto di prendersi in carico i lavori su via Pessina! Eh sì, perché l’ormai famigerata “Operazione Costo Zero” del nostro amato assessore ai Lavori Pubblici, Silvano Meregalli, funziona così: invece d’incassare i soldi derivanti dagli oneri, il Comune fa fare i lavori direttamente al debitore. Magari non esattamente necessari, e soprattutto senza bandire alcuna gara, come avvenuto anche in questo caso, rispetto al quale Federico Bianchi ha invece dimostrato come sia possibile ottenere risultati efficaci con un decimo dell’importo richiesto dalla giunta: 50mila euro, contro un progetto faraonico complessivo di 500mila euro, possibilmente con sana gara d’assegnazione.

3. Caso Asilo Nido in zona Borgo della Seta: ennesimo bando deserto, ma il Sindaco è… fiducioso, of course! (?)

Su, su Malegori! Su col morale! In fondo si è trattato SOLO della seconda asta andata deserta e, come rilancia Lei, "alcuni possibili candidati sono interessati”.  Dai, dai! Tra alcuni anni siamo convinti riuscirà a indire una gara che non vada immancabilmente deserta. Sempre che la Lega Nord abbia il coraggio di ricandidarsi alle prossime elezioni. Dal canto nostro, facendo tesoro delle aspettative dei cittadini, non abbiamo rinunciato ancora all’idea di ospitare una scuola materna statale che non salassi le povere famiglie bistrattate dalla crisi.

In conclusione, il giornale di questo weekend ci restituisce una fotografia del nostro paese a dir poco catastrofica, con sindaco e assessori allo sbando, ormai incapaci di gestire sia crisi ordinarie che straordinarie, di fronte a un Comune penalizzato essenzialmente da una cronica mancanza d’idee e disciplina amministrativa. Nota ancor più dolente, i consensi sono in via di logoramento non solo tra gli elettori leghisti, ma addirittura fra gli eletti stessi del Carroccio in Villa Verri. Prima ha dato forfait De Biasio. Ora Mottadelli. Chi sarà il prossimo piccolo indiano padano?

Caro sindaco Malegori, accetti un consiglio: se ama davvero il suo paese, si dimetta. Non vorremmo facesse la fine dell’ex allenatore dell’Inter Stramaccioni, così malauguratamente sponsorizzato da Fantantonio Cassano: "oh Strama, bene, bene!"

mercoledì 28 gennaio 2015

LO SFREGIO E LO SCHIAFFO DI VIA PESSINA

Il bulldozer leghista s’è rimesso in moto e ha più fame di prima. Costretto a un lungo digiuno per via di un ricorso pendente al Tar, grazie al quale Lista per Biassono è riuscita a far emergere gli scempi edilizi e speculativi previsti dalla Lega Nord per il Piano di Governo del Territorio, ora non può più attendere: il secondo mandato Malegori si avvia a una triste conclusione, le prossime elezioni amministrative già scaldano il clima della primavera 2016 e la giunta si ritrova con un pugno di mosche, dopo aver incassato ripetuti cazzotti allo stomaco. 

Personale comunale in rivolta per una miope gestione dei rapporti interni, polizia al centro di uno scandalo nazionale, continue cause civili contro il proprio operato, bandi di gara immancabilmente deserti, un asilo nido che langue nel nulla, un bilancio comunale che fa di Biassono uno dei Comuni più tassati della Brianza, ma non corrisponde affatto servizi adeguati. E qui conviene fermarsi, per non sparare sulla croce rossa. Dati su cui solo un cittadino disinformato potrebbe far finta di nulla e che impongono dunque un colpo ad effetto: fortunatamente, l’attenzione sociale si sta oggi svegliando e non sembra più disposta a tollerare alcun arroganza leghista, come ben testimonia il caso dell’allargamento di via Pessina.

Mentre Lista per Biassono si preparava a elaborare una mozione per l’ennesima battaglia in consiglio comunale, al fine di contestare la delibera di giunta che lo scorso dicembre ha autorizzato a procedere all’elaborazione di un progetto di “riqualificazione” dell’area (o meglio, di “devastazione”), i residenti locali – su iniziativa di Federico Bianchi - hanno alzato la voce e chiesto alla stessa lista di portare il problema sui banchi di Villa Verri. 

Nonostante il tema non fosse all’ordine del giorno, l’ultimo consiglio comunale ha infranto subito le speranze di dialogo fra cittadini e giunta: “la Lega Nord ha un mandato ad amministrare – ha tagliato corto Silvano Meregalli, assessore ai Lavori Pubblici – per uno, due o una manciata di cittadini che non concordano con le nostre scelte, più della metà ha dato ragione al nostro programma elettorale”. Detto altrimenti: zitti tutti e lasciateci manovrare. Anche a costo di far pagare alla comunità costi doppi, nel caso il ricorso al Pgt rimettesse in discussione sia gli ambiti di trasformazione che di riqualificazione di Biassono.

Federico Bianchi, con una lettera al sindaco datata 22 gennaio, ha però portato in luce tutti i punti scottanti che riguardano l’allargamento di via Pessina.

1)   L’aggiudicazione dei lavori: sono pubblici, ma vengono conferiti a una ditta privata che – per poter ottenere il permesso ad ampliarsi – viene messa di fronte a un aut aut: sobbarcarsi l’intero costo dei lavori di via Pessina, rivolgendosi per il progetto a uno studio “amico” indicato direttamente dalla giunta leghista.

2)  E’ plausibile che quest’opera, così come progettata dallo studio Colombo, costi circa 400mila euro? O con questa cifra faraonica, la giunta intende forse accantonare fondi per altre finalità? In sostanza, quali sono i costi reali dell’operazione di via Pessina?

3)  Perché non è stata allegata alcuna perizia sullo “stato di necessità” di questi lavori, commissionati come un fulmine a ciel sereno? (un conto è infatti affermare di voler riqualificare l’area, come fatto nel programma elettorale, un conto stravolgere il territorio chiamando in causa persino le proprietà private dello stesso)

4)  L’allargamento non si fa scrupolo di abbattere il muro centenario della scuola materna “Clotilde Segramora” (sotto tutela delle Belle Arti), spingendolo ad arretrare asimmetricamente di 3 metri e sottraendo dunque spazio gioco ai bimbi, già di per sé sacrificati per il sovraffollamento della struttura (100 mq in meno a fronte di maggior inquinamento e disturbo per traffico urbano). Il tutto, con abbattimento di tre tigli storici (in merito ai quali l’assessore Meregalli, più volte sedicente “memoria storica” di Biassono, ha angelicamente commentato: "ah sì? ci sono alberi lì?") e andando a intaccare mortalmente le radici di un cedro di 114 anni (catalogato dalla Guardia Forestale). "Siamo già d'accordo con la scuola materna", ha di nuovo messo le mani avanti l'assessore Silvano Meregalli. Peccato che si rifacesse a un accordo del 2006 (!), in cui la scuola si dichiarava semplicemente favorevole alla "riqualificazione" della via. La delibera dello scorso dicembre è stato un fulmine a ciel sereno anche per gli stessi responsabili della struttura. 

5)  Sbancamento del muro della collinetta a fronte della scuola materna, benché - a oltre 100 anni dalla sua predisposizione - non dimostri segni di cedimento pericolosi (solo due ammaloramenti facilmente riparabili con opere di manutenzione ordinaria). Maggiormente instabile, però, potrebbe diventare, qualora si facessero correre al suo interno i passaggi per le fibre ottiche che tanto stanno a cuore all’assessore ai Lavori Pubblici ed ex dipendente Telecom/Tim. Anche in questo caso non esistono documenti che certifichino i pericoli per l’incolumità pubblica, eppure già tre anni fa si era tentato di tagliare tutti i tigli cresciuti sulla collinetta (salvati però dallo stesso Bianchi, che si occupa volontariamente della loro pulizia). Non paga, a dicembre l’amministrazione ha autorizzato il taglio di due carpini di 50 anni perfettamente sani ("ops scusate, ci siamo sbagliati!", il commento lapidario dell’architetto comunale Maurizio Cazzaniga).

6)   I lavori prevedono di riqualificare un muro privato a spese “pubbliche” sul primo tratto di via Pessina. Per quale motivo questo favore?

7)  Arretramento e spostamento del cancello settecentesco della proprietà di Federico Bianchi, con forte limitazione dello spazio di manovra. Una scelta neppure comunicata dalla giunta al soprascritto e di fatto impostagli dall’approvazione della delibera di giunta. Risultato: qualora la giunta proceda (“Se lei non accetta, le facciamo l’esproprio”, Silvano Meregalli dixit), sono già pronti nuovi ricorsi legali.


400mila euro di lavori, un intero quartiere sfregiato, limitazioni alla scuola materna: eppure sarebbe sufficiente installare semafori temporizzati per regolare il traffico secondo il doppio senso di marcia, creando un marciapiede di sicurezza per i pedoni, con una spesa almeno 10 volte inferiore. Il sindaco ha ricevuto Bianchi nei giorni scorsi, dicendo di rendersi conto delle difficoltà intervenute e di volersi adoprare per porre pezza al progetto. 

Complimenti: saggio e tempestivo come sempre.

venerdì 23 gennaio 2015

SIAMO TUTTI….……… BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEPPP !!!! Parola del consigliere Giordano Colombo

Martedì scorso ero in consiglio comunale. Si discuteva una mozione presentata da Lista per Biassono sul caso caldo dei vigili, dei loro festini, ma soprattutto su chi ne ha mosso i fili in tutti questi anni. Mai avrei immaginato ne sarei uscito con lo stigma di un'offesa lanciata contro tutti i biassonesi. E non solo. 
Appena aperta la discussione, un consigliere del gruppo CdL (Cristiani Democratici Liberali) comunicava la volontà sua, e dell'altro collega,  di non volervi  partecipare  e di abbandonare l'aula. 
Motivo:  già troppo s'era parlato della questione   vigili, e, prima di alzarsi, declamava con compiaciuta pacatezza un vecchio detto dialettale. Tradotto nella lingua di Dante, suona più o meno così: "quando il cane muove la coda i coglioni muovono la bocca". 
Lì per lì, la figura del cane che muove la coda m’é rimasta po' in secondo piano; in primo piano c'erano tutti quelli, i coglioni, che parlano e che muovono la bocca. Quindi c'ero anch'io, e tutti quelli che come me chiedevano solamente di parlare anche in consiglio comunale sulla questione, dopo che se n'era parlato ovunque, e spesso a sproposito, senza udire mai la voce unisona di chi ci rappresenta. 
Una brutta caduta di stile, più che una frecciata. Certo, c'è di peggio nella vita. Seduto tra il pubblico in sala, ho sentito infatti che quella freccetta tentava di penetrarmi, giù nel fianco, ma non aveva abbastanza forza. Mi solleticava la pelle, ma non entrava: probabilmente non mi sentivo abbastanza coglione. Mi chiedevo in compenso chi potesse essere il cane: i giornali e le TV che hanno riportato lo scandalo? Chi ha fatto la denuncia? Soprattutto, mi chiedevo quanto avessi davvero parlato sulla vicenda, quanto mosso la bocca...
L'uscita dei due è stata grottesca, accompagnata dagli applausi e i sorrisini della stragrande maggioranza dei consiglieri leghisti (c'era  anche chi, di solito sempre parco di parole ma notoriamente pronto a scaldarsi per poco, nel sentire questo proverbio si è scompisciato dal ridere, a tal punto che gli sono pure scappate lacrimucce di compiacimento. Evidentemente non gli capita spesso di provare eccitazioni simili in consiglio comunale).
Perché mai quel consigliere dava del coglione a quelli come me, quando a denunciare alla stampa la faccenda dei vigili era stato proprio un berlusconiano come lui, tale Antonio Marinelli, presidente di Forza Italia? 
Perché mai, dopo che per mesi si è parlato e sparlato della cosa ovunque, proprio ora che se ne stava per parlare nella sede più opportuna (in consiglio comunale), aveva dato del coglione a tutti gli altri, andandosene in fretta e furia? 
In questa vicenda ci sono risvolti morali (ognuno giudichi: per il sindaco sono ragazzate, per altri no), ci sono risvolti penali (sono state avviate delle indagini e, si presume, chiariranno come stanno le cose), ma ci sono anche risvolti politici (uomini in divisa, pagati dalla comunità, che si dilettano allegramente in ufficio, che si dividono in faide, che si spiano con le cimici come nei film polizieschi e si sfidano tra loro sotto l'ombra del nostro sindaco). Perché di questo non si doveva parlare in consiglio comunale?
Poi, d'improvviso, s'é accesa la lampadina: chiaro perché l'altra sera quella freccetta mi avesse stuzzicato, ma non bucato! Era stata scagliata per raggiungere e penetrare un coglione, e, quindi, è rimasta un po' perplessa a mezz'aria: lì intorno ne vedeva diversi, non sapendo dove decidersi! Erano quelli offesi dal consigliere, o forse altri?
Caro Colombo, dall'ironia greve e dall'autocompiacimento facile, ma che paura aveva l'altra notte a rimanere a quel tavolo? Di coglioni che volevano parlare non ne ho visti molti! O forse, la ragione era proprio questa? Io, piuttosto, ho visto tanti pronti a scodinzolare. E non è che, ritrovandosi anche lei una coda (magari di paglia), l'ha ripiegata proprio per trarsi più celermente fuori d’impaccio? 

Lei e il suo collega di gruppo volevate ancora, e solamente, fare da stampella a questa giunta. E nel modo migliore che vi è sempre riuscito: scomparire. Tacere. Far politica per battute, anziché per argomentazioni, idee e progetti. 

State tranquilli: qualche altro credito lo avete sicuramente preso da quest’amministrazione ormai al capolinea. Ridevano, sì! Ridevano per non piangere, ma le lacrime sono sgorgate comunque. Quanto poi saranno determinanti questi crediti per l’aula, la stampa, per il mondo “là fuori”, a fine mandato si vedrà proprio ;-)

Ed